COME POSSIAMO PORRE FINE ALLE LACRIME?

Vorrei esprimere la mia solidarietà e portare un abbraccio, seppur virtuale, alle famiglie di tutti i militare che ogni giorno scelgono di mettere la loro vita al servizio di un valore di cui forse si è un po’ perso il senso: la pace. L’abbraccio si fa più forte se penso a coloro che hanno perso un caro impegnato in missione in zone definite a rischio. Credo che non sia facile vivere una realtà come quella che anima Kabul, per citare uno dei tanti orizzonti dove ogni giorno si combatte per guadagnare la serenità di una vita che valga la pena essere vissuta.
Ma credo altrettanto che anche il clima che si respira quotidianamente nelle abitazioni di chi aspetta che la missione finisca per riabbracciare suo figlio, suo padre, il suo compagno sia difficile: anche queste persone combattono, a modo loro, la crudeltà di chi ha dato inizio ai combattimenti. Con le morti di 6 italiani impegnati a Kabul il bilancio dei militari nostri concittadini caduti in missione sale a 20. Dopo la strage a Nassiriya, datata 12 Novembre 2003 dove persero la vita ben 17 militari, quest’ultima è la perdita di vite umane più signicativa per le forze armate italiane.
Per non dimenticare nessuno vorrei ricordare a tutti che il cuore del nostro Paese ha pianto, altre sei volte, i suoi valorosi ragazzi. Il 3 Ottobre 2004 ha perso al vita il Caporal Maggiore Giovanni bruno, di 23 anni a causa di un incidente stradale a Sorobi, a circa 70 KM da Kabul.
Bruno Vianini, 42 anni, U-ciale di Marina è morto il 3 Febbraio 2005. L’aerero su cui viaggiava si è schiantato in un punto non ben precisato tra Herat e Kabul.
L’11 Ottobre 2005 è la data in cui ha perso la vita il Caporal Maggiore Capo Michele Sanlippo, 34 anni, ferito alla testa da un colpo accidentale partito all’interno della camerata del battaglione Genio a Kabul.
Manuele Fiorito, tenente, 27 anni e Luca Polsinelli, maresciallo, 39 anni muoiono il 5 Maggio 2006 nei pressi di Kabul. La loro vita è stata spezzata da un ordigno lasciato lungo la strada che porta a Kabul.
Il 2 Luglio del 2006 un attacco cardiaco porta via alle nostre forze armate il Colonnello Carlo Liguori, 41 anni in forza presso la base di Herat.
Ultimo, ma non meno importante, Giuseppe Orlando, 28 anni, Caporal Maggiore ucciso a causa di un incidente stradale a sud di Kabul.
Ragazzi l’Italia è di tutti voi e con una grande tristezza nel cuore vi saluta.
Gustavo Arn
Buongiorno,
porre fine alle lacrime ( nostre e dei famigliari dellle PERSONE uccise da questa operazione di pace) è semplice:
IL RISPETTO
Rispetto delle tradizioni, culture, etiche diverse troppo dalle nostre
non si può colonizzare e assoggettare altre persone
men che meno per questioni economico-politiche
con la scusa ipocrita di aiutare…….
per ogni soldato “pacifista” ucciso
- stipendiato in quanto tale e consapevole del rischio-
crepano almeno 50 civili assolutamente ignari.
ma che pure sono figli di Dio….
A lei la riflessione
Alessandro
Salve, volendo può consultare
http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/22/news/civili_uccisi_afghanistan-2389303/#commenta
si tratta probabilmente di una svista (non di chi ha bombardato) ma di chi gestisce la coltre di omertà e segreto che copre le notizie REALI.
Saluti
Dallo stesso articolo mi era sfuggito:
“…Per le forze della Nato, si tratta del terzo “errore” nel giro di una settimana: solo pochi giorni fa, i militari della coalizione avevano lanciato razzi contro un’abitazione uccidendo 9 civili, mentre giovedì scorso a Kunduz sotto le bombe alleate erano rimasti vittime sette poliziotti afgani. ….”
E’ vero, è un giornale di sinistra, infatti notizie come queste agli italioti non è dato da bere.
Saluti