Il conflitto di interessi, insieme alla separazione dei poteri, è un argomento che tiene banco in politica. Esiste tuttavia un settore, per certi versi molto più vicino ai cittadini, nel quale entrambi gli aspetti diventano fondamentali per garantire la piena efficacia dei servizi offerti: il sistema sanitario nazionale.
A sottolinearlo è proprio uno dei sindacati di categoria – SdL Comparto Sanità – sostenendo fortemente il principio dell’indipendenza dei poteri economici interni, al fine di evitare la formazione di vere e proprie lobby, che, gestendo l’intero capitale, di fatto, gestiscono anche l’intero settore.
A differenza di quanto si possa pensare, uno dei poteri più forti che agiscono nel settore sanitario in Italia è quello mediatico: in altre parole, dare notizia di un errore sanitario in un modo, piuttosto che in un altro fa variare la percezione di chi sia veramente il colpevole, rendendo la sanità, spesso carnefice e quasi mai vittima. Vittima di poco personale, poche risorse, poca ricerca, poco controllo, poca qualità. Tutti aspetti che non dipendono direttamente dal settore, ma dai poteri economici che gravitano intorno ad esso.
Altro aspetto su cui il sindacato di categoria pone attenzione è la durata degli incarichi di gestione; in questo senso viene avanzata la proposta di prolungare tali incarichi per creare maggiore stabilità e più senso di responsabilità in coloro che concretamente si trovano a prendere decisioni vincolanti. A questo aspetto si lega anche in modo inscindibile quello della separazione netta tra sanità pubblica e sanità privata, due mondi che troppo spesso viaggiano paralleli e non permettono a chi ne fa parte di svolgere al meglio le proprie funzioni.
Dunque anche il servizio sanitario nazionale rientra tra gli ambiti che in Italia hanno bisogno di essere aggiornati e di essere resi più indipendenti e meno vincolati ai poteri economici che li tengono in piedi. I casi di malasanità che troppo spesso riempiono le pagine di giornali e tv sono dunque episodi sui quali, inevitabilmente deve pesare anche la struttura stessa del settore a cui appartengono; ciò non significa certo diminuire la colpa dei singoli, qualora ci sia, ma vuol dire tenere conto del contesto e delle dinamiche interne alla sanità stessa.
Valentina Stipa
Staff PrestitoaStatali.it
Lo scorso giugno è stato firmato un accordo storico tra INPS e tutte le organizzazioni sindacali di pensionati CGIL, CISL e UIL: si tratta di un protocollo di intesa che mira a costruire un rapporto solido e di scambio tra amministrazioni e cittadini, in questo caso pensionati. L’accordo sottoscritto dal presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e dai rappresentati delle categorie sindacali prevede incontri a livello locale e centrale con cadenza periodica, in modo da affrontare le problematiche specifiche nel minor tempo possibile, lasciando spazio anche a un confronto aperto e costruttivo.
56 arresti, due miliardi di euro di riciclaggio, due società commissariate in base alla legge 231 del 2001. Questo è il risultato dell’indagine della procura di Roma in base alla richiesta della procura distrettuale antimafia, sugli affari sporchi di Telecom Italia Sparkle e Fastweb che, oltre a toccare molte regioni italiane, ha anche coinvolto Francia, Svizzera, Lussemburgo, Regno Unito, Romania, Emirati Arabi, Singapore e Hong Kong. La frode consisteva nel gonfiare i crediti telefonici a vantaggio delle due società e le accuse vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, al reimpiego di capitali acquisiti attraverso frodi fiscali. Ruolo fondamentale in questa indagine lo hanno svolto i Carabinieri, uno degli insostituibili bracci esecutivi per il rispetto dell’ordine e per la garanzia di legalità nel nostro paese.