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Negazione del prestito pur senza essere segnalati al Crif

venerdì, 3 settembre 2010

prestiticessionedelquintodipendentipubblici Negazione del prestito pur senza essere segnalati al CrifUna delle domande che viene frequentemente fatta riguardo ai prestiti riguarda la negazione del prestito stesso anche se non si hanno mai avuti problemi creditizi.

Può capitare, infatti, che nonostante non abbiamo mai avuto segnalazioni al CRIF  o a qualche altra banca dati dei cattivi pagatori, ci vediamo rifiutare il prestito anche se di piccolo importo. Questo può accadere per diverse ragioni.

Per prima cosa, va precisato che le banche e le società finanziarie hanno dei regolamenti propri riguardo alle caratteristiche richieste per poter erogare un prestito a un dato richiedente. Ognuna di queste è libera di delineare delle proprie linee guida e delle proprie regole su quali garanzie minime siano necessarie per accedere a determinati tipi di prestito. Così può accadere che a parità di prestito e importo richiesti, una finanziaria conceda il prestito e un’altra invece non consideri sufficienti le garanzie.

Ricordiamo, infatti, che l’unica tipologia di prestito che non prevede una valutazione creditizia del richiedente è il prestito tramite cessione del quinto dello stipendio. Nella cessione del quinto le rate vengono addebitate direttamente sulla busta paga, quindi l’unica condizione che viene verificata in fase di richiesta del prestito è la condizione di dipendente a tempo indeterminato e, per i dipendenti di aziende più piccole, la solidità dell’azienda stessa.

Per qualsiasi altro tipo di prestito, dal prestito personale al mutuo, l’ente finanziatore esegue sempre un controllo sulla cosiddetta solvibilità del richiedente, ovvero sull’effettiva capacità di pagare le rate del prestito.  E’ in questa fase che vengono interrogate le banche dati dei cattivi pagatori, come il CRIF. La mancanza di segnalazioni in queste banche dati è una condizione imprescindibile per ottenere il prestito, ma non è l’unica sufficiente.  Ogni ente finanziatore ha determinati criteri in base ai quali decide se può o meno erogare il prestito anche ai “buoni pagatori”.

Se hai richiesto un prestito e ti è stato rifiutato nonostante tu non abbia mai avuto problemi creditizi evita di richiedere il prestito subito!

Qualsiasi sia il motivo per cui una pratica di prestito viene rifiutata, si viene segnalati al CRIF. In questo caso non verrà segnalata una insolvenza, ma un rifiuto che può inficiare una richiesta successiva di prestito.  Questo accade poiché secondo il Codice deontologico dei Sistemi di informazione creditizie dal momento in viene negato il prestito, il nominativo del richiedente deve inserito presso suddette liste liste e vi rimane per un tempo che va da uno a sei mesi.

Solo una volta trascorso il periodo necessario alla cancellazione, allora è possibile ripetere la richiesta di prestito. Evita però di sottoporre nuovamente la pratica alla stessa finanziaria: la probabilità che il prestito venga di nuovo rifiutato è molto alta e, in caso di ulteriore rifiuto, sarà necessario attendere di nuovo la cancellazione del rifiuto dalle banche dati!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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CESSIONE DEL QUINTO DIPENDENTI POLIMERI EUROPA

lunedì, 30 agosto 2010

LOGOPOLIMERI CESSIONE DEL QUINTO DIPENDENTI POLIMERI EUROPAPrestitoaStatali.it offre ai dipendenti Polimeri Europa la possibilità di ottenere un prestito tramite la cessione del quinto dello stipendio in maniera facile e veloce.

Se sei un dipendente di Polimeri Europa, devi sapere che grazie alla pluriennale esperienza e specializzazione nell’ambito dei prestiti personali e cessione del quinto a dipendenti statali e dipendenti di grandi aziende come Polimeri Europa, PrestitoaStatali.it è in grado di garantirti il miglior servizio nel dispiego delle pratiche burocratiche.

Se hai necessità di un prestito personale valuta la cessione del quinto dello stipendio: in pochissimo tempo otterrai la liquidità di cui hai bisogno senza dover dare nessuna spiegazione.

Per i dipendenti di Polimeri Europa i vantaggi della cessione del quinto richiesta tramite PrestitoaStatali.it sono molteplici:

  • rata massima pari al quinto dello stipendio
  • tasso e rata fissi
  • nessuna motivazione richiesta
  • assicurazione rischio vita e rischio impiego
  • erogabile anche in presenza di pignoramento, protesto o segnalazione
  • erogazione in tutta italia
  • rimborso rate da 24 a 120 mesi
  • liquidazione tramite assegno circolare non trasferibile o bonifico
  • nessuna spesa di istruttoria
  • consulenza personale

In quanto dipendente di Polimeri Europa, inoltre,  ti viene offerta da PrestitoaStatali.it la possibilità di richiedere un acconto sulla cessione del quinto richiesta.

Vuoi un servizio veloce, affidabile e soprattutto personalizzato? PrestitoaStatali.it  ti offre un  consulente personale, che ti seguirà in ogni fase della pratica.

Chiedi un preventivo e mettici alla prova!

Cessione del quinto e pignoramento del quinto

lunedì, 30 agosto 2010

pignoramento e cessione 300x235 Cessione del quinto e pignoramento del quintoSpesso capita che venga confuso il pignoramento del quinto dello stipendio con il prestito tramite cessione del quinto. Vediamo in questo articolo di chiarire la differenza fra i due, che sono rispettivamente un atto giudiziario per il recupero di un credito il primo e un tipo di prestito volontario il secondo.

Il pignoramento del quinto funziona in maniera molto simile al prestito tramite cessione del quinto dello stipendio. Come nel prestito tramite cessione del quinto, anche in caso di pignoramento del quinto viene prelevato direttamente  dalla busta paga l’importo pari al quinto dello stipendio netto.  Anche in questo caso è il datore di lavoro che provvede a versare all’ente creditore il pignoramento del quinto, solo che diversamente dal prestito tramite cessione del quinto, in questo caso la trattenuta sulla busta paga non è volontaria.

Il pignoramento del quinto viene richiesto attraverso un giudice che ha facoltà di accettare o rifiutare la richiesta da parte del creditore. Se il giudice accetta la richiesta di pignoramento del quinto, il cliente insolvente troverà sulla busta paga la trattenuta del quinto finché non risulti cancellato il debito contratto. Nel caso in cui il pignoramento del quinto portasse il cliente insolvente a non avere più un minimo di sostentamento tuttavia, è difficile che questo venga accettato. Questo non significa che il debito viene cancellato, ma che semplicemente resta in sospeso  finché non ci sia maggiore capacità di credito.

Cosa succede nel caso in cui abbiamo già un prestito tramite cessione del quinto in corso? La legge stabilisce che possano coesistere sulla busta paga sia il pignoramento del quinto sia il prestito tramite cessione del quinto. L’unico limite è che le trattenute non possono superare i due quinti dello stipendio.

Se abbiamo uno stipendio tale da non minare il sostentamento di cui ha bisogno la famiglia, il giudice affiancherà alla cessione del quinto che abbiamo precedentemente contratto anche il pignoramento del quinto. In questo caso, ogni mese sulla busta paga ci saranno due trattenute: un quinto dello stipendio per pagare il prestito tramite cessione del quinto e un altro quinto per pagare il pignoramento del quinto.

La stessa cosa accade nella situazione inversa. Se abbiamo un pignoramento del quinto in corso, abbiamo la possibilità ugualmente di richiedere un prestito tramite cessione del quinto, a patto che la somma dei due importi non superi i due quinti dello stipendio. Facciamo un esempio. Se il nostro stipendio ammonta a 1000 euro e abbiamo in corso un pignoramento del quinto (200 euro), avremmo a disposizione 200 euro per richiedere un prestito tramite cessione del quinto.

Non potremmo richiedere un prestito con cessione del quinto solo se l’importo che resta, una volta sottratto il pignoramento del quinto risulta troppo bassa, tanto da minare la soglia di sopravvivenza.

Per non ritrovarti mai in questa situazione, prima di richiedere un prestito è sufficiente valutare bene la propria capacità di solvibilità e farsi consigliare da un valido consulente.

Leggi la nostra guida ai prestiti e se hai delle domande, chiedici pure informazioni!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivo

venerdì, 6 agosto 2010

cessione quinto ffss 300x266 Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivoSe pensi di estinguere un prestito, dal prestito personale alla cessione del quinto, pagando in un unico momento la somma che ti resta da ripagare di un prestito, devi prima chiedere il conteggio estintivo.

Il documento di conteggio estintivo è un certificato rilasciato da una banca o finanziaria che attesta quale sia la somma complessiva restante da versare per estinguere il prestito.

Nel conteggio estintivo viene segnalata la somma delle rate ancora da pagare dovuta all’ente erogatore del prestito, a cui vengono scontati gli interessi (il cui tasso è segnalato nel TAN) non maturati dall’ente stesso. In altre parole, in totale pagherai meno interessi rispetto a quelli che avresti pagato se non avessi estinto anticipatamente il prestito.  

Tendenzialmente più è alto il tasso di interesse del prestito, quindi il TAN, più sarà lo sconto che verrà applicato nel conteggio estintivo.

All’importo ottenuto può venire aggiunta una penale di rimborso anticipato, che viene calcolata in percentuale sull’importo restante e non può superare l’1%. Per intenderci, se hai ancora da pagare 20mila euro, la penale massima che ti può essere applicata sul conteggio estintivo è di 200 euro.

Da aggiungere ci sono altri piccoli importi, che possono andare dalle spese accessorie e commissioni (che devono essere segnalate sul contratto, per la trasparenza!) alla somma relativa gli interessi giornalieri sul capitale ancora dovuto per il periodo che intercorre fra l’ultima rata al conteggio estintivo. Per capire quest’ultima voce, facciamo un esempio: se l’ultima rata è stata pagata il 15 marzo e il conteggio estintivo  è calcolato dal 30 marzo, viene aggiunta la somma relativa agli interessi per quei 15 giorni.

Riassumendo, il conteggio estintivo viene calcolato sommando:

  • le rate restanti da pagare
  • l’eventuale penale di rimborso anticipato
  • eventuali interessi giornalieri dall’ultima rata al conteggio estintivo
  • eventuali spese accessorie

a cui va sottratto:

  • lo sconto degli interessi non maturati

Il conteggio estintivo è legato al giorno in cui viene calcolato e quindi è soggetto a un tempo di validità. Per questo, sul documento di conteggio estintivo, viene segnalata la data entro la quale potrai estinguere il debito alle condizioni segnalate.

Ovviamente sul conteggio estintivo troverai anche le istruzioni per il versamento della somma estintiva, ovvero le coordinate bancarie e la causale per il bonifico.

A questo punto, la pratica di estinzione anticipata è chiusa, a meno che tu non avessi in corso una cessione del quinto o un prestito delega. In questi casi, va aggiunto un ulteriore passaggio, poiché la Banca che riceve la somma estintiva deve rilasciare una lettera di liberatoria, in cui attesta di non aver più nulla da avere dal cliente. Questa liberatoria viene indirizzata al datore di lavoro o amministrazione che provvede a sospendere la trattenuta delle rate dallo stipendio.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Arbitro Bancario Finanziario

venerdì, 30 luglio 2010

arbitrato Arbitro Bancario FinanziarioNon solo nel mondo dei prestiti, ma anche nella vita, tutti speriamo che le cose vadano sempre per il meglio o “per il verso giusto”, come si usa dire. Nel prestito se il contratto viene stipulato in un clima di trasparenza e onestà, è raro che possano insorgere problemi.

Tuttavia, c’è chi non sempre si affida alle mani giuste e per queste situazioni, è stato messo a disposizione l’Arbitro Bancario Finanziario.

L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche o le finanziarie. L’Arbitro Bancario Finanziario viene detto “stragiudiziale” poiché non si avvale del sistema giudiziario ordinario. L’Arbitro Bancario Finanziario è infatti un organismo indipendente e imparziale che decreta chi ha ragione e chi ha torto.

Tutti coloro che hanno in corso o hanno sottoscritto un prestito con una banca o una finanziaria e ritengono di aver subito un torto possono ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario come valida alternativa alla Giustizia ordinaria: è più semplice, rapido e certamente più economico.

Rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, infatti, costa soltanto 20euro e se il ricorso viene accolto, sarà la controparte a dover rimborsare quest’esigua spesa.

Le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario non hanno un vero e proprio potere vincolante, ma nel caso in cui le banche o le finanziarie non rispettino le decisioni del collegio arbitrale,  vengono iscritte in un elenco pubblico di società inadempienti, sottoposte all’attenzione più serrata di Banca d’Italia.

Le controversie che possono essere risolte dall’Arbitro Bancario Finanziario devono essere relative a  importi inferiore i 100.000€, devono essere eventi accaduti non prima del 1/1/2007 e la controparte deve essere una banca o una società finanziaria. Prima di rivolgersi all’arbitro bancario finanziario è però necessario aver provato a risolvere da soli il problema, presentando un reclamo scritto.

Se non si è soddisfatti della decisione presa dall’arbitro bancario finanziario, ci si può ugualmente rivolgere alla Giustizia Ordinaria.  Se però la decisione è stata soddisfacente, avremo risparmiato un bel po’ di tempo e denaro!

Affidati sempre e unicamente a istituti di credito che ti informano su questo tuo diritto!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Consolidamento debiti: cos’è e come funziona

giovedì, 29 luglio 2010

DENARO 199x300 Consolidamento debiti: cosè e come funzionaSempre più spesso oggi vengono proposti prodotti acquistabili a rate. A ognuno di questi prodotti corrisponde in realtà un prestito finalizzato, il cui importo viene versato direttamente al venditore del bene, mentre il cliente paga le rate del prestito alla finanziaria che l’ha erogato.

I tassi di questi prestiti sono molto bassi e questo tipo di pagamento è solitamente accompagnato da promozioni interessanti. Qual è il rischio? Quello di trovarsi a pagare una pluralità di rate, con importi e scadenze diverse e alla fine ritrovarsi segnalati come cattivi pagatori perché si è dimenticato di pagare una rata. 

Per questo negli ultimi anni è diventata forte l’esigenza di poter raggruppare le rate dei vari prestiti in un’unica rata mensile, più facile da reggere e gestire. Questo è possibile con il consolidamento debiti, un tipo di prodotto finanziario risolutivo per estinguere i numerosi prestiti aperti.

Il funzionamento del consolidamento debiti è semplice. Si deve richiedere un prestito apposito la cui somma serve  per estinguere in anticipo tutti i prestiti di cui restano rate da pagare. Una volta che la richiesta di consolidamento debiti viene accettata si avrà un’unica rata mensile.

Solitamente le rate accumulante non hanno importi troppo elevati e per poter procedere con il consolidamento debiti basta un semplice prestito personale, pagato magari con una cessione del quinto. In questo modo, oltre ad aver raggruppato le rate in un’unica sola rata, non si avrà nemmeno il problema di doversene ricordare la scadenza, poiché verrebbe addebitata direttamente in busta paga. Inoltre, non si dovrà fornire nessuna garanzia oltre al proprio stipendio.

Il consolidamento debiti, comunque, può rivelarsi utile, se non essere addirittura fondamentale anche in casi più problematici, come nel caso in cui le rate mensili accumulate abbiano minato il bilancio familiare. Raggruppando le rate in un unico prestito di consolidamento debiti, infatti, è possibile ottenere la dilazione del prestito, aumentando la durata di rimborso o la riduzione del tasso di interesse.

Il consolidamento debiti è un ottimo strumento finanziario per semplificarti la vita!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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I dipendenti del SSN contro la manovra finanziaria

giovedì, 22 luglio 2010

medici 300x208 I dipendenti del SSN contro la manovra finanziariaContinuano le polemiche contro la manovra finanziaria da parte di dipendenti statali e pubblici. Questa volta a scendere in piazza sono stati i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, che lunedì 19 luglio si sono radunati davanti a Montecitorio, con un’adesione stimata al 75%.

Medici, vetereniari, dirigenti e personale amministrativo contestano soprattutto l’articolo 9 della manovra finanziaria ormai approvata dal Senato, che prevede la riduzione della spesa sanitaria.

Fra i punti più controversi ci sono sicuramente i commi riguardanti i precari e le limitazioni riguardanti il turnover. Anao-Assomed, l’associazione di categoria dei dipendenti del SSN, sostiene che la manovra porterà al licenziamento del 50% del personale sanitario precario, con un taglio di circa 30mila medici, mentre di parere opposto è il Ministro della Salute, che afferma il contrario, sostenendo che la manovra non porterà licenziamenti.

Il comma contenente la norma in questione è il 28, che recita: “Viene ridotta del 50% rispetto all’anno 2009 la spesa delle pubbliche amministrazioni per personale a tempo determinato o con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.” E’ difficile pensare che per poter ottenere un taglio di questo tipo, non vi siano tagli al personale.

La sanità -utilizzando un gioco di parole – già non gode di ottima salute e questo ennesimo taglio, come sottolinea l’assiociazione di categoria, non può che portare ad un peggioramento delle condizioni anche per i cittadini. Al di fuori delle regioni cosiddette “virtuose”, i cittadini non possono certo dire di poter contare su un servizio sanitario efficiente, a discapito dei vanti dei politici sulla sanità italiana.

Gli sprechi nella sanità non sono sicuramente da sottovalutare o da negare, ma forse il modo migliore per ottimizzare le risorse sarebbe quello di aumentare i controlli e istituire un sistema di gestione più efficiente e trasparente, che renda impossibile lo sfruttamento del sistema nazionale a fini privati. Migliorare il sistema delle prenotazioni mediche, ad esempio, con l’aiuto di tecnologie informatiche che oggi sono comodamente a disposizione a prezzi assolutamente accessibili potrebbe portare alla riduzione di alcuni costi , come quelli derivati dalle mancate prestazioni. Il fatto che un paziente non si presenti a una visita prenotata, infatti, è una spesa sia in termini di costo sia di tempo per la sanità.

Lavorare su questo e altri sprechi ancora maggiori sarebbe un modus operandi auspicabile, tuttavia mai messo in pratica da nessuno schieramento politico. Il taglio indiscriminato del personale precario potrebbe portare invece a disservizi e disagi ancora maggiori oltrechè all’ennesima ondata di disoccupazione giovanile.

Non si può che confermare la metafora utilizzata dal segretario nazionale della Federazione veterinari e medici, per descrivere la sensazione che i dipendenti del SSN hanno della manovra: la sanità viene considerata come un bancomat da cui prelevare per diminuire il debito pubblico, senza pensare però troppo alle ricadute.

Roberta Sanzani
Staff PrestitoaStatali.it

Prestiti a protestati

martedì, 20 luglio 2010

problem3 Prestiti a protestatiColoro che vengono protestati conoscono bene le difficoltà che si incontrano nel momento in cui ci sia la necessità di richiedere ulteriori prestiti.

Come nel caso di segnalazioni al CRIF, infatti, anche per i protestati esiste un registro informatico, che viene gestito dalle Camere di Comercio. In tale registro vengono inseriti i nominativi di coloro che ritardano o non pagano assegni o cambiali, i protestati appunto.

I protestati, per evidenti ragioni, vengono considerati cattivi pagatori e diviene loro quasi impossibile ottenere prestiti. Quando l’ente finanziatore effettua le verifiche sull’affidabilità finanziaria dei protestati, procede sicuramente al rifiuto dei prestiti.

Come fare se si è protestati e si vuole richiedere un prestito?

Sono solo due le strade praticabili per i lavoratori dipendenti e pensionati, solo una per i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti, soprattutto i dipendenti statali, dipendenti pubblici e i pensionati, possono ricorrere a un preziosissimo aiuto: i prestiti tramite cessione del quinto. I prestiti tramite cessione del quinto possono essere richiesti anche se si è stati protestati o segnalati al CRIF grazie al meccanismo con cui viene erogato. Le rate per la restituzione dei prestiti infatti vengono rimborsate direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, garantendo così all’ente finanziatore il pagamento delle stesse. Per questo motivo, l’ente finanziario non ha necessità di reperire informazioni sulla solvibilità del richiedente.

I prestiti tramite cessione del quinto sono quindi l’unica possibilità di finanziamento per i protestati.

L’unica alternativa, che è anche l’unica per i lavoratori automoni, è quella di riacquistare credibilità creditizia. In questo caso, bisogna regolarizzare la propria posizione di protestati, richiedendo la cancellazione dal Registro Informatico dei Protestati. Tuttavia, questa operazione è possibile solo dopo un anno dal pagamento della somma che ha causato l’inserimento nel Registro dei Protestati.

Se per i lavoratori autonomi la cancellazione dal registro dei protestati resta l’unica alternativa, per i lavoratori dipendenti resta dunque più agevole richiedere prestiti tramite cessione del quinto, che sono indubbiamente più veloci rispetto alla cancellazione e vanno incontro meglio alle esigenze creditizie.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Certificato di stipendio

lunedì, 19 luglio 2010

certificato stipendio2 300x193 Certificato di stipendioIl certificato di stipendio è un documento che viene rilasciato a dipendenti pubblici, dipendenti statali e dipendenti privati. E’ indispensabile per poter richiedere un prestito, sia un prestito personale sia una cessione del quinto, poiché è questo certificato che garantisce l’autenticità delle nostre dichiarazioni riguardo alla situazione salariale.

Il certificato di stipendio o salario viene rilasciato dal datore di lavoro, o meglio dall’ufficio preposto all’amministrazione del personale.

Nel certificato di stipendio viene attestata innanzi tutto l’esistenza di un rapporto di lavoro fra il dipendente statale o dipendente privato con l’azienda per cui il dipendente stesso ha dichiarato di lavorare.

Vengono inoltre dichiarate:

  • la data di assunzione,
  • gli anni di anzianità lavorativa,
  • la retribuzione lorda e netta sia annua sia mensile, comprense tredicesima e quattordicesima
  • il TFR maturato, anche se viene versato, in tutto o in parte, a un fondo pensione scelto dal dipendente
  • eventuali trattenute mensili sullo stipendio (cessione del quinto, pignoramenti, alimenti, trattenute per altri prestiti)

E’ attraverso il certificato di stipendio che l’ente finanziario può calcolare effettivamente l’importo erogabile con il prestito o cessione del quinto. Per questo motivo i dati devono essere sempre aggiornati alla data in cui il certificato viene rilasciato.

Un solo dato sbagliato nel certificato di stipendio può portare a problemi sia al dipendente sia all’azienda.

Ad esempio, un TFR non aggiornato sul certificato di stipendio del dipendente privato influisce sull’effettivo ammontare della cifra che può essere ottenuta con il prestito o cessione del quinto. Poniamo il caso in cui venga dichiarato un TFR riferito a mesi prima della richiesta e che nel lasso di tempo fra quest’ultima e il dato sia stato richiesto un anticipo. Al dipendente verrà erogato un importo magari superiore a quello che gli è effettivamente possibile avere. In caso di licenziamento o fallimento dell’azienda, il TFR non sarà sufficiente a coprire il prestito e si dovrà sperare di riuscire a trovare un accordo con l’ente finanziatore per non avere grosse grane.

Un suggerimento per i dipendenti è quello di controllare che il proprio certificato di stipendio contenga tutti i dati giusti, aggiornati al momento della richiesta!

Claudio Arn

Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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venerdì, 9 luglio 2010

matematica 300x275 CRIF: come funziona la banca dati CRIF?CRIF è l’acronimo di Centrale Rischi Finanziari ed è una società che si occupa di raccogliere informazioni finanziarie riguardo la situazione dei prestiti erogati sia a privati sia a imprese. Le informazioni vengono raccolte all’interno di un cospicuo archivio informatico al fine di determinare il grado di rischio, ovvero di probabilità di insolvenza di coloro che richiedono i prestiti.

Normalmente la registrazione  dei dati personali in CRIF avviene per chiunque richieda un prestito, nel momento stesso in cui il prestito lo andiamo a chiedere.  Veniamo inseriti appena la richiesta di prestito viene evasa, anche se decidiamo di ritirarla o ci viene rifiutata, non solo quando iniziamo a pagare le rate o in caso di  ritardi o insolvenze. Le informazioni vengono trasmesse per via telematica a CRIF dalle banche e dalle società finanziarie che aderiscono al Sistema Eurisc (il sistema alla base della banca dati di CRIF).  

Il CRIF, quindi, non è semplicemente un archivio di “cattivi pagatori”, ovvero di coloro che hanno avuto qualche problema con il pagamento delle rate del prestito, ma è un archivio di tutti coloro che richiedono un prestito. Secondo i dati forniti da CRIF stessa più del 95% dei soggetti censiti paga regolarmente le rate del prestito. Le banche e le finanziarie consultano i dati contenuti in CRIF nel momento in cui debbano valutare una richiesta di prestito e durante il periodo di rimborso.

E la privacy? l’Autorità garante ha stabilito, a tutela del credito, che per le informazioni creditizie di tipo negativo (inadempimenti nel pagamento delle rate) non occorra il consenso al trattamento dei dati da parte del soggetto interessato.  In pratica, è possibile ottenere la cancellazione da CRIF in qualunque momento solo nel caso di prestito con paramento regolare delle rate. In questo caso, tuttavia, la cancellazione risulta controproducente perché attraverso CRIF potremo dimostrare a banche e finanziarie che siamo buoni pagatori.

Nel caso in cui abbiamo effettivamente avuto problematiche con il pagamenti delle rate del prestito, dovremo invece attendere i tempi prestabiliti da CRIF per essere cancellati. La segnalazione a CRIF come cattivo pagatore comporta numerosi fastidi nel momento in cui si vada a chiedere un ulteriore prestito. Le banche e le finanziare ci negheranno facilmente l’accesso al prestito o nel migliore dei casi, per concedercelo, ci chiederanno delle garanzie personali, come la firma di un garante (a meno che non si possa chiedere la cessione del quinto .)

Secondo quanto segnalato direttamente da CRIF, i ritardi di pagamento vengono cancellati automaticamente, se sono stati sanati, con le seguenti tempistiche:

  • se abbiamo ritardato il pagamento di massimo 2 rate, verremo cancellati dopo 1 anno dalla regolarizzazione
  • se abbiamo tardato a pagare più di 2 rate, verremo cancellati dopo 2 anni dalla regolarizzazione

Nei casi in cui i ritardi non vengono sanati, invece, si viene cancellati automaticamente da CRIF solo 36 mesi dopo che avremo estinto il prestito.

Dobbiamo avvertire tuttavia che a volte la cancellazione non è così automatica. Potremmo dover sollecitare la cancellazione noi stessi, richiedendolo direttamente a CRIF o facendo la richiesta attraverso associazioni dei consumatori convenzionate.

L’unico caso in cui è possibile ottenere in qualunque momento la cancellazione da CRIF di un ritardo di pagamento è il caso in cui qualcuno abbia ottenuto indebitamente un finanziamento a nostro nome, ovvero in caso di truffa. In questo caso, basterà inviare la richiesta di cancellazione a CRIF allegando copia della denuncia, che ovviamente verrà verificata.

Parlando di truffe, è importante sottolineare che non è assolutamente possibile ottenere la cancellazione da CRIF a pagamento! Se qualcuno vi offre questo tipo di servizio a pagamento prima dei termini indicati sopra, sappiate che si tratta di una truffa.

Per avere informazioni sulla nostra situazione, basta fare una semplice richiesta di informazioni, compilando i moduli presenti sul sito di CRIF. In questo modo potremmo organizzarci meglio e  sapremo da quando sia possibile fare un’eventuale richiesta di cancellazione, che, ricordiamo, è assolutamente gratuita.

Ricordiamo, in fine, che CRIF non è l’unica banca dati a disposizione di banche e finanziare. Fra le più interrogate ci sono anche Experian e CTC, di cui parleremo in un altro articolo.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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