Quando i pensionati si accingono a richiedere un prestito tramite cessione di una quota della pensione, a volte se lo vedono rifiutare nonostante non abbiano trattenute sulla pensione. Uno dei motivi per il qualche il prestito ai pensionati può essere rifiutato è per insufficienza reddituale.
Le nuove norme a tutela dei pensionati prevedono infatti che per quanto riguarda il prestito estinguibile mediante la cessione di una quota della pensione, i pensionati possano cedere fino a un quinto della pensione, purché al netto di tasse e rata del prestito restino a disposizione dei pensionati 460 euro mensili, ovvero l’importo pari alla pensione minima. Questa norma vale sia per pensionati INPDAP sia pensionati INPS.
I pensionati che percepiscono un importo pari a 460 di pensione euro quindi non hanno la possibilità di richiedere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione, poiché la totalità dell’importo non può essere utilizzata per pagare la rata di un prestito.
Solo se i pensionati percepiscono più di 460 euro hanno la possibilità di richiedere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione. Saranno l’INPDAP per i pensionati pubblici e l’INPS per i pensionati privati a indicare nella “comunicazione di cedibilità” quale sia l’importo cedibile per le rate del prestito. Non in tutti i casi sarà possibile utilizzare tutto il quinto della pensione, alcuni pensionati potranno utilizzare solo una parte del quinto, in misura tale da non intaccare i 460 euro.
Poniamo il caso di un pensionato che percepisca una pensione netta di 500 euro e voglia richiedere un prestito tramite cessione del quinto della pensione. In linea teorica l’importo cedibile dovrebbe essere pari quinto della pensione, ovvero di 100 euro (500:5). Tuttavia l’importo che ne resta nella pensione in questo caso è di soli 400 euro, quindi il reale importo cedibile si abbassa a soli 40 euro.
Se l’effettivo importo cedibile risulta troppo basso, è sconsigliabile per i pensionati richiedere un prestito con cessione del quinto della pensione, anche se in linea teorica questo sia possibile. In questi casi, infatti, le spese e il tasso potrebbero essere troppo alti in proporzione alla liquidità ottenibile.
Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it
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Lo scorso giugno è stato firmato un accordo storico tra INPS e tutte le organizzazioni sindacali di pensionati CGIL, CISL e UIL: si tratta di un protocollo di intesa che mira a costruire un rapporto solido e di scambio tra amministrazioni e cittadini, in questo caso pensionati. L’accordo sottoscritto dal presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e dai rappresentati delle categorie sindacali prevede incontri a livello locale e centrale con cadenza periodica, in modo da affrontare le problematiche specifiche nel minor tempo possibile, lasciando spazio anche a un confronto aperto e costruttivo.
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