Archivi per la categoria ‘NEWS ESERCITO’

MORIRE DA PRECARI PER PORTARE LA STABILITA’ DOVE NON C’E’

lunedì, 28 settembre 2009

file00017219701501 150x150 MORIRE DA PRECARI PER PORTARE LA STABILITA’ DOVE NON C’E’Una contraddizione in termini non vi pare? Vorrei portare l’attenzione su un tema che è stato trattato in tv, in radio sui giornali ma a mio avviso non ancora a sufficienza. Vorrei continuare a parlarne perché la mia paura è che a forza di conviverci silenziosamente la precarietà lavorativa diventi così “normale” da non essere più considerata per quello che dovrebbe essere: una fase passeggera è limitata nel tempo.  Oggi vorrei parlarvi dell’effetto che hanno i tagli al bilancio portati avanti dal Ministero della Difesa. Ad oggi a Kabul prestano il loro servizio ragazzi che non sanno se, allo scadere del loro contratto con lo Stato verranno riaffermati oppure da un giorno all’altro saranno disoccupati. A denunciare questo fenomeno è il Cocer delle Forze Armate presente ai funerali dei militari morti in missione la scorsa settimana.

Ogni giorno questi ragazzi richiamo la loro vita sul posto di lavoro. Un lavoro che svolgono al massimo delle loro capacità, con determinazione ma soprattutto passione, ma che li annovera tra le file dei precari italiani. Spesso si torna a casa con un bagaglio emotivo enorme, disoccupati ma sani e salvi, a volte invece si rientra in patria dentro ad una bara. Ad oggi si stima che 21 mila militari, tutti volontari, rischiano di vedere scadere il loro contratto di lavoro e non vederselo rinnovare. Se La finanziaria del prossimo anno confermerà alla Difesa lo stesso valore assunto dal bilancio dello scorso anno accadrà che gran parte dei militari in ferma vedranno recapitarsi il documento di congedo. Nell’ultimo confronto tenutosi a Palazzo Chigi sembra che qualcosa di positivo sia all’orizzonte.

L’Onorevole Cirelli ha lanciato una proposta che pare abbia accolto assensi tra le file dei rappresentanti delle forze armate riunite alla Camera, in particolar modo da parte del generale Domenico Rossi. Potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di incrementare significativamente le riserve dei posti per i volontari nelle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. Il generale ha definito questa iniziativa come:” Una prima positiva risposta per i giovani in armi”.

A questo punto non mi rimane che sperare in una svolta positiva per i nostri militari, uomini e donne, che rischiano la loro vita per gli altri.

 Claudio Arn

Co-Fondatore di PrestitoaStatali.it

COME POSSIAMO PORRE FINE ALLE LACRIME?

lunedì, 21 settembre 2009
Un pensiero a chi,a Kabul è andato a portare la pace ed ha trovato la morte

soldati caduti

Vorrei esprimere la mia solidarietà e portare un abbraccio, seppur virtuale, alle famiglie di tutti i militare che ogni giorno scelgono di mettere la loro vita al servizio di un valore di cui forse si è un po’ perso il senso: la pace. L’abbraccio si fa più forte se penso a coloro che hanno perso un caro impegnato in missione in zone definite a rischio. Credo che non sia facile vivere una realtà come quella che anima Kabul, per citare uno dei tanti orizzonti dove ogni giorno si combatte per guadagnare la serenità di una vita che valga la pena essere vissuta.

Ma credo altrettanto che anche il clima che si respira quotidianamente nelle abitazioni di chi aspetta che la missione finisca per riabbracciare suo figlio, suo padre, il suo compagno sia difficile: anche queste persone combattono, a modo loro, la crudeltà di chi ha dato inizio ai combattimenti. Con le morti di 6 italiani impegnati a Kabul il bilancio dei militari nostri concittadini caduti in missione sale a 20. Dopo la strage a Nassiriya, datata 12 Novembre 2003 dove persero la vita ben 17 militari, quest’ultima è la perdita di vite umane più signicativa per le forze armate italiane.

Per non dimenticare nessuno vorrei ricordare a tutti che il cuore del nostro Paese ha pianto, altre sei volte, i suoi valorosi ragazzi. Il 3 Ottobre 2004 ha perso al vita il Caporal Maggiore Giovanni bruno, di 23 anni a causa di un incidente stradale a Sorobi, a circa 70 KM da Kabul.

Bruno Vianini, 42 anni, U-ciale di Marina è morto il 3 Febbraio 2005. L’aerero su cui viaggiava si è schiantato in un punto non ben precisato tra Herat e Kabul.

L’11 Ottobre 2005 è la data in cui ha perso la vita il Caporal Maggiore Capo Michele Sanlippo, 34 anni, ferito alla testa da un colpo accidentale partito all’interno della camerata del battaglione Genio a Kabul.

Manuele Fiorito, tenente, 27 anni e Luca Polsinelli, maresciallo, 39 anni muoiono il 5 Maggio 2006 nei pressi di Kabul. La loro vita è stata spezzata da un ordigno lasciato lungo la strada che porta a Kabul.

Il 2 Luglio del 2006 un attacco cardiaco porta via alle nostre forze armate il Colonnello Carlo Liguori, 41 anni in forza presso la base di Herat.

Ultimo, ma non meno importante, Giuseppe Orlando, 28 anni, Caporal Maggiore ucciso a causa di un incidente stradale a sud di Kabul.

Ragazzi l’Italia è di tutti voi e con una grande tristezza nel cuore vi saluta.

Gustavo Arn

 

30.000 FORZATAMENTE NON IN FORZA: BRUNETTA DAY

mercoledì, 5 agosto 2009

cessionedelquintopersonalemilitare 150x150 30.000 FORZATAMENTE NON IN FORZA: BRUNETTA DAYFa discutere la dichiarazione di Brunetta riguardante il trasferimento di 30.000 marescialli negli uci della Magistratura.

“ Il mio provvedimento prevede una mobilità non solo spontanea ma anche ‘spintanea’ con incentivi e disincentivi”.Questa dichiarazione è stata rilasciata dal nostro Ministro della Pubblica Amministrazione in occasione di una conferenza tentasi a Venezia che ha come tema l’innovazione digitale nelsettore della giustizia.

La giornata di incontri aveva come obiettivo incontri e discussioni incentrati sulla durata dei processi civili, sul risparmio sui costi dovuti alle comunicazioni tradizionali e sul miglioramento dell’ecienza dell’apparato pubblico, ma l’attenzione dei mass media si concentra sulla dichiarazione del Ministro riguardante i marescialli dell’Esercito.

L’a-ermazione di Brunetta nasce dal frutto di un’attenta valutazione del Ministro sull’impiego del personale sopraccitato

. L’opinione è che i 30.000 marescialli in questione possano essere utilizzati in modo migliore, più pro cuo rispetto al ruolo che ad oggi ricoprono. In altre parole: gestire gli uci di leva è un modo per essere scarsamente produttivi.

Per questo motivo l’alternativa alla mobilità è lo spostamento di tali  gure professionali presso

la Magistratura. La Replica alle dichiarazioni del Ministro Brunetta giungono dal Generale Domenico Rossi, attuale presidente del Cocer ( Consiglio Centrale di Rappresentanza) dell’esercito il quale dice:

“ Non rifuggiamo l’ipotesi di mobilità, purché queste ipotesi siano improntate alla volontarietà

e al rispetto della dignità dei singoli”.

Ciò che viene contestato al Ministro è l’aver preso una posizione in una fase in cui una delegazione

composta da membri designati dallo stesso Brunetta non ha ancora concluso lo studio delle linee di riforma e ristrutturazione dello strumento militare da lui steso richiesto.

Per questo motivo Rossi risponde che non è possibile de nire il numero di marescialli in esubero poiché le valutazioni in merito risultano, ad oggi, incompiute.

Sembra che il Ministro Brunetta abbia scelto inoltre di concentrare la sua attenzione solo ed esclusivamente sull’Esercito, aspetto che ha attirato l’attenzione del Generale che dice: “A questo punto aspettiamo un intervento da parte del Ministro della Difesa volto a riportare queste dichiarazioni (di Brunetta) nel giusto contesto”.

Restiamo in attesa di vedere se e come il Ministro La Russa scenderà in campo anche lui con nuove dichiarazioni.

Staff di PrestitoaStatali.it

 

Hosted and designed by Guest