Una contraddizione in termini non vi pare? Vorrei portare l’attenzione su un tema che è stato trattato in tv, in radio sui giornali ma a mio avviso non ancora a sufficienza. Vorrei continuare a parlarne perché la mia paura è che a forza di conviverci silenziosamente la precarietà lavorativa diventi così “normale” da non essere più considerata per quello che dovrebbe essere: una fase passeggera è limitata nel tempo. Oggi vorrei parlarvi dell’effetto che hanno i tagli al bilancio portati avanti dal Ministero della Difesa. Ad oggi a Kabul prestano il loro servizio ragazzi che non sanno se, allo scadere del loro contratto con lo Stato verranno riaffermati oppure da un giorno all’altro saranno disoccupati. A denunciare questo fenomeno è il Cocer delle Forze Armate presente ai funerali dei militari morti in missione la scorsa settimana.
Ogni giorno questi ragazzi richiamo la loro vita sul posto di lavoro. Un lavoro che svolgono al massimo delle loro capacità, con determinazione ma soprattutto passione, ma che li annovera tra le file dei precari italiani. Spesso si torna a casa con un bagaglio emotivo enorme, disoccupati ma sani e salvi, a volte invece si rientra in patria dentro ad una bara. Ad oggi si stima che 21 mila militari, tutti volontari, rischiano di vedere scadere il loro contratto di lavoro e non vederselo rinnovare. Se La finanziaria del prossimo anno confermerà alla Difesa lo stesso valore assunto dal bilancio dello scorso anno accadrà che gran parte dei militari in ferma vedranno recapitarsi il documento di congedo. Nell’ultimo confronto tenutosi a Palazzo Chigi sembra che qualcosa di positivo sia all’orizzonte.
L’Onorevole Cirelli ha lanciato una proposta che pare abbia accolto assensi tra le file dei rappresentanti delle forze armate riunite alla Camera, in particolar modo da parte del generale Domenico Rossi. Potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di incrementare significativamente le riserve dei posti per i volontari nelle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. Il generale ha definito questa iniziativa come:” Una prima positiva risposta per i giovani in armi”.
A questo punto non mi rimane che sperare in una svolta positiva per i nostri militari, uomini e donne, che rischiano la loro vita per gli altri.
Claudio Arn
Co-Fondatore di PrestitoaStatali.it

Fa discutere la dichiarazione di Brunetta riguardante il trasferimento di 30.000 marescialli negli