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Negazione del prestito pur senza essere segnalati al Crif

venerdì, 3 settembre 2010

prestiticessionedelquintodipendentipubblici Negazione del prestito pur senza essere segnalati al CrifUna delle domande che viene frequentemente fatta riguardo ai prestiti riguarda la negazione del prestito stesso anche se non si hanno mai avuti problemi creditizi.

Può capitare, infatti, che nonostante non abbiamo mai avuto segnalazioni al CRIF  o a qualche altra banca dati dei cattivi pagatori, ci vediamo rifiutare il prestito anche se di piccolo importo. Questo può accadere per diverse ragioni.

Per prima cosa, va precisato che le banche e le società finanziarie hanno dei regolamenti propri riguardo alle caratteristiche richieste per poter erogare un prestito a un dato richiedente. Ognuna di queste è libera di delineare delle proprie linee guida e delle proprie regole su quali garanzie minime siano necessarie per accedere a determinati tipi di prestito. Così può accadere che a parità di prestito e importo richiesti, una finanziaria conceda il prestito e un’altra invece non consideri sufficienti le garanzie.

Ricordiamo, infatti, che l’unica tipologia di prestito che non prevede una valutazione creditizia del richiedente è il prestito tramite cessione del quinto dello stipendio. Nella cessione del quinto le rate vengono addebitate direttamente sulla busta paga, quindi l’unica condizione che viene verificata in fase di richiesta del prestito è la condizione di dipendente a tempo indeterminato e, per i dipendenti di aziende più piccole, la solidità dell’azienda stessa.

Per qualsiasi altro tipo di prestito, dal prestito personale al mutuo, l’ente finanziatore esegue sempre un controllo sulla cosiddetta solvibilità del richiedente, ovvero sull’effettiva capacità di pagare le rate del prestito.  E’ in questa fase che vengono interrogate le banche dati dei cattivi pagatori, come il CRIF. La mancanza di segnalazioni in queste banche dati è una condizione imprescindibile per ottenere il prestito, ma non è l’unica sufficiente.  Ogni ente finanziatore ha determinati criteri in base ai quali decide se può o meno erogare il prestito anche ai “buoni pagatori”.

Se hai richiesto un prestito e ti è stato rifiutato nonostante tu non abbia mai avuto problemi creditizi evita di richiedere il prestito subito!

Qualsiasi sia il motivo per cui una pratica di prestito viene rifiutata, si viene segnalati al CRIF. In questo caso non verrà segnalata una insolvenza, ma un rifiuto che può inficiare una richiesta successiva di prestito.  Questo accade poiché secondo il Codice deontologico dei Sistemi di informazione creditizie dal momento in viene negato il prestito, il nominativo del richiedente deve inserito presso suddette liste liste e vi rimane per un tempo che va da uno a sei mesi.

Solo una volta trascorso il periodo necessario alla cancellazione, allora è possibile ripetere la richiesta di prestito. Evita però di sottoporre nuovamente la pratica alla stessa finanziaria: la probabilità che il prestito venga di nuovo rifiutato è molto alta e, in caso di ulteriore rifiuto, sarà necessario attendere di nuovo la cancellazione del rifiuto dalle banche dati!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Credito al consumo: più tutela e trasparenza

venerdì, 27 agosto 2010

nrome credito 300x231 Credito al consumo: più tutela e trasparenzaIl Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato  un decreto legislativo, che entrerà in vigore dal 2011, contenente le nuove norme sul credito al consumo.  Il decreto che recepisce nel nostro ordinamento una direttiva europea del 2008, la 48/CE, porterà più tutela e trasparenza per coloro che richiedono prestiti finalizzati all’acquisto di un bene .

Con queste nuove norme viene innanzitutto  regolamentata la comunicazione pubblicitaria e informativa. I dati fondamentali del prestito, come TAEG e rata, dovranno per legge essere ben evidenziati graficamente nelle pubblicità, quindi stop definitivo a quelle comunicazioni non troppo trasparenti in cui i parametri del finanziamento, indispensabili per poter confrontare i prestiti, venivano segnalati con caratteri microscopici.

Il TAEG, inoltre, dovrà includere tutte le spese del prestito in modo chiaro, in modo tale che il cliente sappia con assoluta certezza e senza alcun margine di dubbio quando andrà a spendere. Il TAEG dovrà essere segnalato in un modulo standard per tutte le banche e le finanziarie e questo faciliterà l’effettivo confronto fra prestiti offerti.

Importanti punti fermi messi nero su bianco riguardano il fatto che per il credito al consumo il venditore non potrà applicate commissioni o altri oneri (il prestito deve essere esclusivamente nella forma di dilazione del prezzo) e il fatto che negli esercizi commerciali non si potranno più stipulare carte revolving, che hanno causato molteplici problemi ai consumatori.

Diverrà automatico l’annullamento del prestito nel caso in cui il venditore del bene non rispetti il contratto: se abbiamo acquistato un bene non conforme alla descrizione (ad esempio un cellulare) o esso non ci viene consegnato (ad esempio un’auto) non dovremmo più essere noi a vedercela con la finanziaria. Se il contratto d’acquisto si scioglie a causa del venditore, lo stesso accade con il contratto del prestito e potremmo richiedere il rimborso delle rate già pagate.

Una novità riguarda l’allungamento del diritto di recesso, che è stato allungato a 14 giorni. Entro tale periodo il cliente ha diritto di ripensarci restituendo il capitale e gli interessi, senza pagare nessuna spesa o penale.

Viene regolamentata l’annosa problematica dell’estinzione anticipata del prestito: nel caso di prestiti a tasso variabile o capitale restante inferiore a 10 mila euro, infatti, non dovrà essere applicata più nessuna penale e negli altri casi il massimo consentito è comunque l’1%  del credito rimborsato in anticipo. Nel caso poi la l’estinzione anticipata avvenga nel corso dell’ultimo anno del prestito, la percentuale scende a 0,5%.

Un’altra novità molto importante riguarda il decadimento del cosiddetto “ ius variandi”, cioè la possibilità per le banche di rivedere unilateralmente le condizioni contrattuali.

Queste nuove norme sono un ottimo risultato per i consumatori, che potranno finalmente godere di un maggior grado di tutela e trasparenza!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Attenzione alle truffe

Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivo

venerdì, 6 agosto 2010

cessione quinto ffss 300x266 Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivoSe pensi di estinguere un prestito, dal prestito personale alla cessione del quinto, pagando in un unico momento la somma che ti resta da ripagare di un prestito, devi prima chiedere il conteggio estintivo.

Il documento di conteggio estintivo è un certificato rilasciato da una banca o finanziaria che attesta quale sia la somma complessiva restante da versare per estinguere il prestito.

Nel conteggio estintivo viene segnalata la somma delle rate ancora da pagare dovuta all’ente erogatore del prestito, a cui vengono scontati gli interessi (il cui tasso è segnalato nel TAN) non maturati dall’ente stesso. In altre parole, in totale pagherai meno interessi rispetto a quelli che avresti pagato se non avessi estinto anticipatamente il prestito.  

Tendenzialmente più è alto il tasso di interesse del prestito, quindi il TAN, più sarà lo sconto che verrà applicato nel conteggio estintivo.

All’importo ottenuto può venire aggiunta una penale di rimborso anticipato, che viene calcolata in percentuale sull’importo restante e non può superare l’1%. Per intenderci, se hai ancora da pagare 20mila euro, la penale massima che ti può essere applicata sul conteggio estintivo è di 200 euro.

Da aggiungere ci sono altri piccoli importi, che possono andare dalle spese accessorie e commissioni (che devono essere segnalate sul contratto, per la trasparenza!) alla somma relativa gli interessi giornalieri sul capitale ancora dovuto per il periodo che intercorre fra l’ultima rata al conteggio estintivo. Per capire quest’ultima voce, facciamo un esempio: se l’ultima rata è stata pagata il 15 marzo e il conteggio estintivo  è calcolato dal 30 marzo, viene aggiunta la somma relativa agli interessi per quei 15 giorni.

Riassumendo, il conteggio estintivo viene calcolato sommando:

  • le rate restanti da pagare
  • l’eventuale penale di rimborso anticipato
  • eventuali interessi giornalieri dall’ultima rata al conteggio estintivo
  • eventuali spese accessorie

a cui va sottratto:

  • lo sconto degli interessi non maturati

Il conteggio estintivo è legato al giorno in cui viene calcolato e quindi è soggetto a un tempo di validità. Per questo, sul documento di conteggio estintivo, viene segnalata la data entro la quale potrai estinguere il debito alle condizioni segnalate.

Ovviamente sul conteggio estintivo troverai anche le istruzioni per il versamento della somma estintiva, ovvero le coordinate bancarie e la causale per il bonifico.

A questo punto, la pratica di estinzione anticipata è chiusa, a meno che tu non avessi in corso una cessione del quinto o un prestito delega. In questi casi, va aggiunto un ulteriore passaggio, poiché la Banca che riceve la somma estintiva deve rilasciare una lettera di liberatoria, in cui attesta di non aver più nulla da avere dal cliente. Questa liberatoria viene indirizzata al datore di lavoro o amministrazione che provvede a sospendere la trattenuta delle rate dallo stipendio.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Arbitro Bancario Finanziario

venerdì, 30 luglio 2010

arbitrato Arbitro Bancario FinanziarioNon solo nel mondo dei prestiti, ma anche nella vita, tutti speriamo che le cose vadano sempre per il meglio o “per il verso giusto”, come si usa dire. Nel prestito se il contratto viene stipulato in un clima di trasparenza e onestà, è raro che possano insorgere problemi.

Tuttavia, c’è chi non sempre si affida alle mani giuste e per queste situazioni, è stato messo a disposizione l’Arbitro Bancario Finanziario.

L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche o le finanziarie. L’Arbitro Bancario Finanziario viene detto “stragiudiziale” poiché non si avvale del sistema giudiziario ordinario. L’Arbitro Bancario Finanziario è infatti un organismo indipendente e imparziale che decreta chi ha ragione e chi ha torto.

Tutti coloro che hanno in corso o hanno sottoscritto un prestito con una banca o una finanziaria e ritengono di aver subito un torto possono ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario come valida alternativa alla Giustizia ordinaria: è più semplice, rapido e certamente più economico.

Rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, infatti, costa soltanto 20euro e se il ricorso viene accolto, sarà la controparte a dover rimborsare quest’esigua spesa.

Le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario non hanno un vero e proprio potere vincolante, ma nel caso in cui le banche o le finanziarie non rispettino le decisioni del collegio arbitrale,  vengono iscritte in un elenco pubblico di società inadempienti, sottoposte all’attenzione più serrata di Banca d’Italia.

Le controversie che possono essere risolte dall’Arbitro Bancario Finanziario devono essere relative a  importi inferiore i 100.000€, devono essere eventi accaduti non prima del 1/1/2007 e la controparte deve essere una banca o una società finanziaria. Prima di rivolgersi all’arbitro bancario finanziario è però necessario aver provato a risolvere da soli il problema, presentando un reclamo scritto.

Se non si è soddisfatti della decisione presa dall’arbitro bancario finanziario, ci si può ugualmente rivolgere alla Giustizia Ordinaria.  Se però la decisione è stata soddisfacente, avremo risparmiato un bel po’ di tempo e denaro!

Affidati sempre e unicamente a istituti di credito che ti informano su questo tuo diritto!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Consolidamento debiti: cos’è e come funziona

giovedì, 29 luglio 2010

DENARO 199x300 Consolidamento debiti: cosè e come funzionaSempre più spesso oggi vengono proposti prodotti acquistabili a rate. A ognuno di questi prodotti corrisponde in realtà un prestito finalizzato, il cui importo viene versato direttamente al venditore del bene, mentre il cliente paga le rate del prestito alla finanziaria che l’ha erogato.

I tassi di questi prestiti sono molto bassi e questo tipo di pagamento è solitamente accompagnato da promozioni interessanti. Qual è il rischio? Quello di trovarsi a pagare una pluralità di rate, con importi e scadenze diverse e alla fine ritrovarsi segnalati come cattivi pagatori perché si è dimenticato di pagare una rata. 

Per questo negli ultimi anni è diventata forte l’esigenza di poter raggruppare le rate dei vari prestiti in un’unica rata mensile, più facile da reggere e gestire. Questo è possibile con il consolidamento debiti, un tipo di prodotto finanziario risolutivo per estinguere i numerosi prestiti aperti.

Il funzionamento del consolidamento debiti è semplice. Si deve richiedere un prestito apposito la cui somma serve  per estinguere in anticipo tutti i prestiti di cui restano rate da pagare. Una volta che la richiesta di consolidamento debiti viene accettata si avrà un’unica rata mensile.

Solitamente le rate accumulante non hanno importi troppo elevati e per poter procedere con il consolidamento debiti basta un semplice prestito personale, pagato magari con una cessione del quinto. In questo modo, oltre ad aver raggruppato le rate in un’unica sola rata, non si avrà nemmeno il problema di doversene ricordare la scadenza, poiché verrebbe addebitata direttamente in busta paga. Inoltre, non si dovrà fornire nessuna garanzia oltre al proprio stipendio.

Il consolidamento debiti, comunque, può rivelarsi utile, se non essere addirittura fondamentale anche in casi più problematici, come nel caso in cui le rate mensili accumulate abbiano minato il bilancio familiare. Raggruppando le rate in un unico prestito di consolidamento debiti, infatti, è possibile ottenere la dilazione del prestito, aumentando la durata di rimborso o la riduzione del tasso di interesse.

Il consolidamento debiti è un ottimo strumento finanziario per semplificarti la vita!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Prestiti a protestati

martedì, 20 luglio 2010

problem3 Prestiti a protestatiColoro che vengono protestati conoscono bene le difficoltà che si incontrano nel momento in cui ci sia la necessità di richiedere ulteriori prestiti.

Come nel caso di segnalazioni al CRIF, infatti, anche per i protestati esiste un registro informatico, che viene gestito dalle Camere di Comercio. In tale registro vengono inseriti i nominativi di coloro che ritardano o non pagano assegni o cambiali, i protestati appunto.

I protestati, per evidenti ragioni, vengono considerati cattivi pagatori e diviene loro quasi impossibile ottenere prestiti. Quando l’ente finanziatore effettua le verifiche sull’affidabilità finanziaria dei protestati, procede sicuramente al rifiuto dei prestiti.

Come fare se si è protestati e si vuole richiedere un prestito?

Sono solo due le strade praticabili per i lavoratori dipendenti e pensionati, solo una per i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti, soprattutto i dipendenti statali, dipendenti pubblici e i pensionati, possono ricorrere a un preziosissimo aiuto: i prestiti tramite cessione del quinto. I prestiti tramite cessione del quinto possono essere richiesti anche se si è stati protestati o segnalati al CRIF grazie al meccanismo con cui viene erogato. Le rate per la restituzione dei prestiti infatti vengono rimborsate direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, garantendo così all’ente finanziatore il pagamento delle stesse. Per questo motivo, l’ente finanziario non ha necessità di reperire informazioni sulla solvibilità del richiedente.

I prestiti tramite cessione del quinto sono quindi l’unica possibilità di finanziamento per i protestati.

L’unica alternativa, che è anche l’unica per i lavoratori automoni, è quella di riacquistare credibilità creditizia. In questo caso, bisogna regolarizzare la propria posizione di protestati, richiedendo la cancellazione dal Registro Informatico dei Protestati. Tuttavia, questa operazione è possibile solo dopo un anno dal pagamento della somma che ha causato l’inserimento nel Registro dei Protestati.

Se per i lavoratori autonomi la cancellazione dal registro dei protestati resta l’unica alternativa, per i lavoratori dipendenti resta dunque più agevole richiedere prestiti tramite cessione del quinto, che sono indubbiamente più veloci rispetto alla cancellazione e vanno incontro meglio alle esigenze creditizie.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

mercoledì, 7 luglio 2010

Stretta di mano 214x300 Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenzaSiamo arrivati all’ultima regola per ottenere il prestito più giusto: pretendi sempre la massima trasparenza. Sembra scontato, eppure ancora oggi ci sono dei semplici accorgimenti che a volte non vengono presi in considerazione nonostante la loro importanza.

Un esempio? Il più banale è pretendere la copia cartacea del contratto prima di firmarlo. Dal 2003 chi ci eroga un prestito ha il dovere di consegnarci il contratto cartaceo in modo tale che possiamo leggerlo con calma prima della firma. Questa modalità d’azione preserva noi da spiacevoli sorprese ed è una prova dell’onestà del nostro interlocutore. Pretendere di leggere il contratto prima di firmarlo è una modo efficace per dimostrare che non siamo degli sprovveduti e offre l’occasione a chi eroga il prestito di dimostrare la propria trasparenza. Inoltre, ci preserva in larga parte da eventuali truffe.

Abbiamo trattato dell’importanza di spendere del tempo per trovare la giusta consulenza (regola tre), ora dobbiamo testarla. Il modo migliore per verificare se le informazioni ricevute corrispondono effettivamente alle condizioni di prestito che ci verranno date è leggerle direttamente. Se poi dovessimo avere difficoltà a capire il significato delle voci che troveremo, avremo un’ulteriore preziosa occasione: quella di testare la vera disponibilità oltre alla trasparenza del nostro consulente. Un bravo consulente, infatti, sarà disponibile a spiegarci eventuali condizioni o voci che possono non esserci chiare e, da non trascurare, ci informerà sui nostri diritti.

Se incontriamo resistenze da parte del consulente a farci avere la copia cartacea del contratto di prestito o troviamo vaghe le risposte che vengono date alle nostre domande, stiamo attenti: una volta firmato il contratto potrebbe essere troppo tardi per avere ripensamenti e lo è sicuamente per recriminare. Non mettiamoci mai nella condizione di poter dire “non lo sapevo” o “non mi era stato detto”. In sede legale, valgono le condizioni che abbiamo firmato, non quelle che pensavamo di avere firmato.

Sul contratto dobbiamo trovare scritto, nero su bianco, esattamente ciò che ci è stato indicato. Qualsiasi discrepanza va chiarita prima di firmare. Teniamo presente che sul contratto vanno segnalati tutti gli oneri e tutte le condizioni contrattuali, dai tassi di interesse a aventuali more. Qualsiasi spesa non specificata o qualsiasi condizione non scritta è da ritenersi nulla.

Non trascuriamo nemmeno di richiedere informazioni chiare e trasparenti riguardo alle polizze che sottoscriviamo con il prestito.(seconda regola) Se il nostro interlocutore non è preparato potrebbe tralasciare o trascurare il discorso delle polizze, lasciando pericolosi margini di incomprensione fra noi e la consulenza. Assicuriamoci sempre di aver compreso quali siano le reali condizioni assicurative e se abbiamo difficoltà a orientarci chiediamo che ci vengano fatti esempi pratici. Non chiarire le condizioni delle polizze, può portare anche a grossi problemi se ci convinciamo di avere comperture assicurative che magari invece non abbiamo.

Un’ulteriore banco di prova per la nostra consulenza sarà data dalla sua disponibilità a informarci sui nostri diritti. Se siamo stati accorti prima di firmare il prestito, ma ci siamo scontrati ugualmente con alcune problematiche, potremo rivolgerci infatti all’Arbitro Bancario Finanziario[link a modulo]. Sarà il nostro stesso consulente a metterci a disposizione i moduli per rivolgersi all’arbitrato, come conferma della sua onestà e trasparenza!

Con questo si chiudono le sei regole o accorgimenti fondamentali per ottenere il prestito più giusto alle nostre esigenze.

Ci auguriamo di esservi stati utili nell’orientarvi meglio nel mondo del prestito e che questi articoli siano stati una buona lettura! Per qualsiasi approfondimento o dubbio, scriveteci sul blog, vi risponderemo al più presto!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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lunedì, 5 luglio 2010

loan 300x225 Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adattoDopo aver visto le prime tre regole (sintetizzando: analizza le esigenze , confronta il prestito, scegli la consulenza giusta,), tratteremo ora la quarta regola per ottenere il prestito giusto, che riguarda direttamente il prodotto finanziario in sé. I prestiti possibili sono molteplici, vediamo di fare un po’ d’ordine. Il prestito può essere classificato, innanzi tutto, in prestito finalizzato o non finalizzato.

Nel caso di un prestito finalizzato siamo obbligati a specificare all’istituto finanziatore il motivo per cui chiediamo il prestito. Rientra in questo tipo di prestito, il prestito al consumo, poiché il prestito viene accordato per l’acquisto di beni (automobile, immobili, ecc.). La somma che è possibile ottenere con questo prestito non ci viene consegnata, ma viene girata direttamente al venditore o negoziante. In linea teorica, il prestito finalizzato non presenta l’obbligo di presentare garanzie, ma in realtà è l’ente finanziatore che deciderà volta per volta, a seconda del rischio di insolvenza (ad es. nel caso di contratti a tempo determinato), quali garanzie richiedere, dal bene stesso fino a garanzie personali come la firma di un garante. In termini di vantaggi, il prestito finalizzato è particolarmente rapido perché generalmente la pratica viene erogata nel punto vendita del bene che andremo ad acquistare, grazie a convenzioni con le finanziarie o con le banche. Presenta solitamente tassi di interesse vantaggiosi, ma di contro, con il denaro ottenuto si può acquistare solo il bene per il quale è stato stipulato il prestito.

Com’è facile immaginare, il prestito non finalizzato invece non ha nessun vincolo di destinazione e potremmo disporre della somma richiesta in prestito come riterremo più opportuno, senza dover dare spiegazioni all’istituto di credito. La liquidità richiesta in prestito ci verrà erogata direttamente tramite assegno o bonifico.

Fra gli strumenti di prestito più utilizzati per questa seconda tipologia di prestito, ci sono il prestito personale e la cessione del quinto dello stipendio. Possiamo richiedere un prestito personale per avere liquidità immediata. Viene concesso solo dopo che la banca o finanziaria ha analizzato la nostra situazione finanziaria personale, riservandosi la facoltà di richiedere o meno delle garanzie. Per questo motivo il prestito personale può essere richiesto da tutte le tipologie di lavoratori, sia che siamo lavoratori dipendenti sia autonomi. Le garanzie attualmente vengono sempre richieste, a meno che non abbiamo un contratto a tempo indeterminato e richiediamo importi molto bassi. La garanzia richiesta normalmente è la firma o fideussione da parte di un garante, che si prenda la responsabilità di pagare nel caso diventassimo insolventi. Il vantaggio del prestito personale consiste della sua flessibilità, poiché ogni istituto di credito è libero di confezionare diverse tipologie di prestito personale. Oggi esistono prestiti flessibili, sia a rata fissa sia a rata variabile, rinegoziabili secondo determinate tempistiche o addirittura che permettono di saltare una o più rate senza penali troppo elevate.

La cessione del quinto, invece, può essere richiesta solo dai dipendenti a tempo indeterminato, ma offre numerosi vantaggi. Non sono richieste garanzie, può essere erogato anche a cattivi pagatori, e i tassi di interessi sono normalmente più bassi. L’importo della rata viene prelevata direttamente dallo stipendio, senza il fastidio di dovercene occupare di persona. Con questo prestito non avremo mai il rischio di pagare la rata in ritardo, poiché sarà il datore di lavoro a trattenercela direttamente dalla busta paga. La cessione del quinto inoltre è utile se vogliamo intraprendere azioni di consolidamento, ovvero accorpare eventuali altri prestiti in corso, estinguendoli e pagando un’unica rata.

Come abbiamo visto, un altro modo per classificare i prestiti è suddividerli in prestiti garantiti e non garantiti. I prestiti garantiti sono quelli che richiedono una garanzia (ipoteca, pegno, firma) per poter essere stipulati, mentre per i secondi non è richiesta. Oggi è difficile avere la possibilità di ottenere un prestito senza garanzia, motivo per cui la cessione del quinto diventa un’ottima soluzione. Le tipologie di prestito ovviamente non si fermano a quelle che abbiamo visto, benché siano quelle più comuni.

Se avremo scelto bene la nostra consulenza (vedi regola tre), il nostro interlocutore saprà consigliarci il prodotto migliore fra tutti quelli che possiamo trovare sul mercato, basandosi anche sulla nostra reale capacità di sostenere il prestito (regola cinque), come vedremo nella prossimo articolo.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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martedì, 29 giugno 2010

Rinegoziare 300x164 Le sei regole doro per avere il prestito giustoChi si trova ad affrontare una necessità creditizia può essere soggetto a due possibili reazioni estreme. Da una parte c’è chi pensa di trovarsi di fronte a una catastrofe da scongiurare a tutti i costi, dall’altra chi prende la situazione un po’ troppo alla leggera.

Fra questi due opposti ci sono tante modalità di fronteggiare la questione, ma per tutti vale un semplice fondamento: chiedere un prestito non è un male, ma bisogna farlo nel modo più appropriato, evitando di scegliere le condizioni del prestito in modo frettoloso.

Le sei elementari regole elencate in seguito consentono di preservarsi da condizioni di prestito non adatte alle proprie esigenze:

  • Regola numero uno: Valuta quali sono le tue reali esigenze. Di quanta liquidità ho bisogno? Entro quanto tempo penso di restituire il prestito? Di quale importo intendo avere le rate? Sto considerando la possibilità di estinguere qualche altro prestito?
  • Regola numero due: Confronta le offerte di prestito. Chi mi può offrire il prestito al tasso migliore? Quali indicatori devo utilizzare per confrontare bene le offerte concorrenti? Cosa è compreso nel prestito?
  • Regola numero tre: Trova la consulenza più adatta a te verificandone l’attendibilità. A quale consulenza per il prestito posso rivolgermi? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?  Il consulente a cui mi sono rivolto è certificato?
  • Regola numero quattro: Scegli il tipi di prestito più adatto. Quale tipo di prestito posso scegliere? Quale mi è più congeniale? Come funziona?
  • Regola numero cinque: Valuta bene la tua situazione finanziaria. Sarò sempre in grado di pagare la rata? Ho un margine adeguato per altre esigenze? Quali spese ho programmato? Ci sono spese impreviste che possono impedirmi di pagarla?
  • Regola numero sei: Pretendi sempre la massima trasparenza. Mi è stato lasciata una copia del contratto di prestito? E’ conforme a quanto concordato? Mi sono state spiegate tutte le voci? Mi hanno spiegato come tutelare i miei diritti?

Abbiamo dedicato uno spazio di approfondimento per ciascuna di queste sei regole. Buona lettura!
Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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PRESTITI AI PENSIONATI CHE SUPERANO I 70 ANNI.

lunedì, 1 marzo 2010

pensionati 150x129 PRESTITI AI PENSIONATI CHE SUPERANO I 70 ANNI.Lo scorso giugno è stato firmato un accordo storico tra INPS e tutte le organizzazioni sindacali di pensionati CGIL, CISL e UIL: si tratta di un protocollo di intesa che mira a costruire un rapporto solido e di scambio tra amministrazioni e cittadini, in questo caso pensionati. L’accordo sottoscritto dal presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e dai rappresentati delle categorie sindacali prevede incontri a livello locale e centrale con cadenza periodica, in modo da affrontare le problematiche specifiche nel minor tempo possibile, lasciando spazio anche a un confronto aperto e costruttivo.

Lo scopo delle parti è quello di favorire una maggiore comunicazione, dunque una più facile comprensione delle questioni spinose che riguardano la categoria dei pensionati. Ma se un pensionato ha bisogno di un prestito e non ha garanzie a chi si può rivolgere?

Nella società di oggi accendere un mutuo o un finanziamento è una prerogativa di pochi: servono beni da ipotecare, un conto corposo, una serie di tutele insomma che gli istituti creditizi ritengono indispensabili ai fini dell’esito positivo della richiesta. In questo senso gli istituti come il nostro hanno una marcia in più, perché non chiedono niente di tutto questo, rendendo così accessibile anche a chi non ha beni intestati o un cospicuo conto in banca l’accesso a un finanziamento.

La categoria dei pensionati INPS è tra quelle che possono trovare delle difficoltà ad avere prestiti, specialmente se si è superato i 70 anni, soglia al di là della quale non vengono più erogati finanziamenti agevolati. Attraverso la cessione del quinto però, il limite dell’età non è più un vincolo e i pensionati possono ottenere un prestito in modo facile e veloce. Questo tipo di prestito è stato istituito con la Legge Finanziaria del 2005 proprio per arginare il carovita e rendere la quotidianità anche dei pensionati meno gravosa.

La cessione del quinto prevede finanziamenti la cui rata mensile ammonta fino a un massimo della quinta parte della pensione e può essere dilazionato dai 24 ai 120 mesi, in base alle esigenze soggettive e all’importo richiesto.

Va ricordato inoltre che questo tipo di prestito non è finalizzato, ovvero  non si richiede la destinazione dell’importo erogato che quindi può essere destinato all’acquisto di un bene o di un servizio oppure al risparmio, senza nessun tipo di differenza ai fini dell’approvazione del prestito stesso.

I richiedenti devono avere come requisito fondamentale l’assegnazione di una pensione di anzianità o di reversibilità e in alcuni casi specifici anche di inabilità (categoria IO).

Questo genere di finanziamento include altri due importanti vantaggi per chi lo richiede: il primo riguarda l’affidabilità creditizia del richiedente che non pesa sull’approvazione del prestito. Il secondo vantaggio, e forse uno dei più incisivi, consiste nel non avere l’onere mensile del pagamento: infatti a farsene carico è l’ente previdenziale, l’INPS in questo caso, che trattiene dalla pensione la quota concordata, permettendo anche tassi più agevolati rispetto a quelli dei normali prestiti personali.

Insomma la cessione del quinto è un’ottima risorsa per i pensionati anche sopra i 70 anni che vogliano rendere più agevole la loro quotidianità dopo una vita di lavoro e sacrifici.

Valentina Stipa

Staff PrestitoaStatali.it

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