Articoli marcati con tag ‘prestito’

Negazione del prestito pur senza essere segnalati al Crif

venerdì, 3 settembre 2010

prestiticessionedelquintodipendentipubblici Negazione del prestito pur senza essere segnalati al CrifUna delle domande che viene frequentemente fatta riguardo ai prestiti riguarda la negazione del prestito stesso anche se non si hanno mai avuti problemi creditizi.

Può capitare, infatti, che nonostante non abbiamo mai avuto segnalazioni al CRIF  o a qualche altra banca dati dei cattivi pagatori, ci vediamo rifiutare il prestito anche se di piccolo importo. Questo può accadere per diverse ragioni.

Per prima cosa, va precisato che le banche e le società finanziarie hanno dei regolamenti propri riguardo alle caratteristiche richieste per poter erogare un prestito a un dato richiedente. Ognuna di queste è libera di delineare delle proprie linee guida e delle proprie regole su quali garanzie minime siano necessarie per accedere a determinati tipi di prestito. Così può accadere che a parità di prestito e importo richiesti, una finanziaria conceda il prestito e un’altra invece non consideri sufficienti le garanzie.

Ricordiamo, infatti, che l’unica tipologia di prestito che non prevede una valutazione creditizia del richiedente è il prestito tramite cessione del quinto dello stipendio. Nella cessione del quinto le rate vengono addebitate direttamente sulla busta paga, quindi l’unica condizione che viene verificata in fase di richiesta del prestito è la condizione di dipendente a tempo indeterminato e, per i dipendenti di aziende più piccole, la solidità dell’azienda stessa.

Per qualsiasi altro tipo di prestito, dal prestito personale al mutuo, l’ente finanziatore esegue sempre un controllo sulla cosiddetta solvibilità del richiedente, ovvero sull’effettiva capacità di pagare le rate del prestito.  E’ in questa fase che vengono interrogate le banche dati dei cattivi pagatori, come il CRIF. La mancanza di segnalazioni in queste banche dati è una condizione imprescindibile per ottenere il prestito, ma non è l’unica sufficiente.  Ogni ente finanziatore ha determinati criteri in base ai quali decide se può o meno erogare il prestito anche ai “buoni pagatori”.

Se hai richiesto un prestito e ti è stato rifiutato nonostante tu non abbia mai avuto problemi creditizi evita di richiedere il prestito subito!

Qualsiasi sia il motivo per cui una pratica di prestito viene rifiutata, si viene segnalati al CRIF. In questo caso non verrà segnalata una insolvenza, ma un rifiuto che può inficiare una richiesta successiva di prestito.  Questo accade poiché secondo il Codice deontologico dei Sistemi di informazione creditizie dal momento in viene negato il prestito, il nominativo del richiedente deve inserito presso suddette liste liste e vi rimane per un tempo che va da uno a sei mesi.

Solo una volta trascorso il periodo necessario alla cancellazione, allora è possibile ripetere la richiesta di prestito. Evita però di sottoporre nuovamente la pratica alla stessa finanziaria: la probabilità che il prestito venga di nuovo rifiutato è molto alta e, in caso di ulteriore rifiuto, sarà necessario attendere di nuovo la cancellazione del rifiuto dalle banche dati!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Quinta regola per avere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziaria

CRIF: come funziona?

Credito al consumo: più tutela e trasparenza

venerdì, 27 agosto 2010

nrome credito 300x231 Credito al consumo: più tutela e trasparenzaIl Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato  un decreto legislativo, che entrerà in vigore dal 2011, contenente le nuove norme sul credito al consumo.  Il decreto che recepisce nel nostro ordinamento una direttiva europea del 2008, la 48/CE, porterà più tutela e trasparenza per coloro che richiedono prestiti finalizzati all’acquisto di un bene .

Con queste nuove norme viene innanzitutto  regolamentata la comunicazione pubblicitaria e informativa. I dati fondamentali del prestito, come TAEG e rata, dovranno per legge essere ben evidenziati graficamente nelle pubblicità, quindi stop definitivo a quelle comunicazioni non troppo trasparenti in cui i parametri del finanziamento, indispensabili per poter confrontare i prestiti, venivano segnalati con caratteri microscopici.

Il TAEG, inoltre, dovrà includere tutte le spese del prestito in modo chiaro, in modo tale che il cliente sappia con assoluta certezza e senza alcun margine di dubbio quando andrà a spendere. Il TAEG dovrà essere segnalato in un modulo standard per tutte le banche e le finanziarie e questo faciliterà l’effettivo confronto fra prestiti offerti.

Importanti punti fermi messi nero su bianco riguardano il fatto che per il credito al consumo il venditore non potrà applicate commissioni o altri oneri (il prestito deve essere esclusivamente nella forma di dilazione del prezzo) e il fatto che negli esercizi commerciali non si potranno più stipulare carte revolving, che hanno causato molteplici problemi ai consumatori.

Diverrà automatico l’annullamento del prestito nel caso in cui il venditore del bene non rispetti il contratto: se abbiamo acquistato un bene non conforme alla descrizione (ad esempio un cellulare) o esso non ci viene consegnato (ad esempio un’auto) non dovremmo più essere noi a vedercela con la finanziaria. Se il contratto d’acquisto si scioglie a causa del venditore, lo stesso accade con il contratto del prestito e potremmo richiedere il rimborso delle rate già pagate.

Una novità riguarda l’allungamento del diritto di recesso, che è stato allungato a 14 giorni. Entro tale periodo il cliente ha diritto di ripensarci restituendo il capitale e gli interessi, senza pagare nessuna spesa o penale.

Viene regolamentata l’annosa problematica dell’estinzione anticipata del prestito: nel caso di prestiti a tasso variabile o capitale restante inferiore a 10 mila euro, infatti, non dovrà essere applicata più nessuna penale e negli altri casi il massimo consentito è comunque l’1%  del credito rimborsato in anticipo. Nel caso poi la l’estinzione anticipata avvenga nel corso dell’ultimo anno del prestito, la percentuale scende a 0,5%.

Un’altra novità molto importante riguarda il decadimento del cosiddetto “ ius variandi”, cioè la possibilità per le banche di rivedere unilateralmente le condizioni contrattuali.

Queste nuove norme sono un ottimo risultato per i consumatori, che potranno finalmente godere di un maggior grado di tutela e trasparenza!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Attenzione alle truffe

Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivo

venerdì, 6 agosto 2010

cessione quinto ffss 300x266 Estinguere anticipatamente un prestito: il conteggio estintivoSe pensi di estinguere un prestito, dal prestito personale alla cessione del quinto, pagando in un unico momento la somma che ti resta da ripagare di un prestito, devi prima chiedere il conteggio estintivo.

Il documento di conteggio estintivo è un certificato rilasciato da una banca o finanziaria che attesta quale sia la somma complessiva restante da versare per estinguere il prestito.

Nel conteggio estintivo viene segnalata la somma delle rate ancora da pagare dovuta all’ente erogatore del prestito, a cui vengono scontati gli interessi (il cui tasso è segnalato nel TAN) non maturati dall’ente stesso. In altre parole, in totale pagherai meno interessi rispetto a quelli che avresti pagato se non avessi estinto anticipatamente il prestito.  

Tendenzialmente più è alto il tasso di interesse del prestito, quindi il TAN, più sarà lo sconto che verrà applicato nel conteggio estintivo.

All’importo ottenuto può venire aggiunta una penale di rimborso anticipato, che viene calcolata in percentuale sull’importo restante e non può superare l’1%. Per intenderci, se hai ancora da pagare 20mila euro, la penale massima che ti può essere applicata sul conteggio estintivo è di 200 euro.

Da aggiungere ci sono altri piccoli importi, che possono andare dalle spese accessorie e commissioni (che devono essere segnalate sul contratto, per la trasparenza!) alla somma relativa gli interessi giornalieri sul capitale ancora dovuto per il periodo che intercorre fra l’ultima rata al conteggio estintivo. Per capire quest’ultima voce, facciamo un esempio: se l’ultima rata è stata pagata il 15 marzo e il conteggio estintivo  è calcolato dal 30 marzo, viene aggiunta la somma relativa agli interessi per quei 15 giorni.

Riassumendo, il conteggio estintivo viene calcolato sommando:

  • le rate restanti da pagare
  • l’eventuale penale di rimborso anticipato
  • eventuali interessi giornalieri dall’ultima rata al conteggio estintivo
  • eventuali spese accessorie

a cui va sottratto:

  • lo sconto degli interessi non maturati

Il conteggio estintivo è legato al giorno in cui viene calcolato e quindi è soggetto a un tempo di validità. Per questo, sul documento di conteggio estintivo, viene segnalata la data entro la quale potrai estinguere il debito alle condizioni segnalate.

Ovviamente sul conteggio estintivo troverai anche le istruzioni per il versamento della somma estintiva, ovvero le coordinate bancarie e la causale per il bonifico.

A questo punto, la pratica di estinzione anticipata è chiusa, a meno che tu non avessi in corso una cessione del quinto o un prestito delega. In questi casi, va aggiunto un ulteriore passaggio, poiché la Banca che riceve la somma estintiva deve rilasciare una lettera di liberatoria, in cui attesta di non aver più nulla da avere dal cliente. Questa liberatoria viene indirizzata al datore di lavoro o amministrazione che provvede a sospendere la trattenuta delle rate dallo stipendio.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Come ottenere un prestito tramite cessione del quinto

Tipi di prestito: facciamo ordine

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Arbitro Bancario Finanziario

venerdì, 30 luglio 2010

arbitrato Arbitro Bancario FinanziarioNon solo nel mondo dei prestiti, ma anche nella vita, tutti speriamo che le cose vadano sempre per il meglio o “per il verso giusto”, come si usa dire. Nel prestito se il contratto viene stipulato in un clima di trasparenza e onestà, è raro che possano insorgere problemi.

Tuttavia, c’è chi non sempre si affida alle mani giuste e per queste situazioni, è stato messo a disposizione l’Arbitro Bancario Finanziario.

L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche o le finanziarie. L’Arbitro Bancario Finanziario viene detto “stragiudiziale” poiché non si avvale del sistema giudiziario ordinario. L’Arbitro Bancario Finanziario è infatti un organismo indipendente e imparziale che decreta chi ha ragione e chi ha torto.

Tutti coloro che hanno in corso o hanno sottoscritto un prestito con una banca o una finanziaria e ritengono di aver subito un torto possono ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario come valida alternativa alla Giustizia ordinaria: è più semplice, rapido e certamente più economico.

Rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, infatti, costa soltanto 20euro e se il ricorso viene accolto, sarà la controparte a dover rimborsare quest’esigua spesa.

Le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario non hanno un vero e proprio potere vincolante, ma nel caso in cui le banche o le finanziarie non rispettino le decisioni del collegio arbitrale,  vengono iscritte in un elenco pubblico di società inadempienti, sottoposte all’attenzione più serrata di Banca d’Italia.

Le controversie che possono essere risolte dall’Arbitro Bancario Finanziario devono essere relative a  importi inferiore i 100.000€, devono essere eventi accaduti non prima del 1/1/2007 e la controparte deve essere una banca o una società finanziaria. Prima di rivolgersi all’arbitro bancario finanziario è però necessario aver provato a risolvere da soli il problema, presentando un reclamo scritto.

Se non si è soddisfatti della decisione presa dall’arbitro bancario finanziario, ci si può ugualmente rivolgere alla Giustizia Ordinaria.  Se però la decisione è stata soddisfacente, avremo risparmiato un bel po’ di tempo e denaro!

Affidati sempre e unicamente a istituti di credito che ti informano su questo tuo diritto!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Consolidamento debiti: cos’è e come funziona

giovedì, 29 luglio 2010

DENARO 199x300 Consolidamento debiti: cosè e come funzionaSempre più spesso oggi vengono proposti prodotti acquistabili a rate. A ognuno di questi prodotti corrisponde in realtà un prestito finalizzato, il cui importo viene versato direttamente al venditore del bene, mentre il cliente paga le rate del prestito alla finanziaria che l’ha erogato.

I tassi di questi prestiti sono molto bassi e questo tipo di pagamento è solitamente accompagnato da promozioni interessanti. Qual è il rischio? Quello di trovarsi a pagare una pluralità di rate, con importi e scadenze diverse e alla fine ritrovarsi segnalati come cattivi pagatori perché si è dimenticato di pagare una rata. 

Per questo negli ultimi anni è diventata forte l’esigenza di poter raggruppare le rate dei vari prestiti in un’unica rata mensile, più facile da reggere e gestire. Questo è possibile con il consolidamento debiti, un tipo di prodotto finanziario risolutivo per estinguere i numerosi prestiti aperti.

Il funzionamento del consolidamento debiti è semplice. Si deve richiedere un prestito apposito la cui somma serve  per estinguere in anticipo tutti i prestiti di cui restano rate da pagare. Una volta che la richiesta di consolidamento debiti viene accettata si avrà un’unica rata mensile.

Solitamente le rate accumulante non hanno importi troppo elevati e per poter procedere con il consolidamento debiti basta un semplice prestito personale, pagato magari con una cessione del quinto. In questo modo, oltre ad aver raggruppato le rate in un’unica sola rata, non si avrà nemmeno il problema di doversene ricordare la scadenza, poiché verrebbe addebitata direttamente in busta paga. Inoltre, non si dovrà fornire nessuna garanzia oltre al proprio stipendio.

Il consolidamento debiti, comunque, può rivelarsi utile, se non essere addirittura fondamentale anche in casi più problematici, come nel caso in cui le rate mensili accumulate abbiano minato il bilancio familiare. Raggruppando le rate in un unico prestito di consolidamento debiti, infatti, è possibile ottenere la dilazione del prestito, aumentando la durata di rimborso o la riduzione del tasso di interesse.

Il consolidamento debiti è un ottimo strumento finanziario per semplificarti la vita!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

Come ottenere un prestito tramite cessione del quinto

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Prestito ai pensionati: e con la pensione minima?

lunedì, 26 luglio 2010

anziani 300x280 Prestito ai pensionati: e con la pensione minima?Quando i pensionati si accingono a richiedere un prestito tramite cessione di una quota della pensione, a volte se lo vedono rifiutare nonostante non abbiano trattenute sulla pensione. Uno dei motivi per il qualche il prestito ai pensionati può essere rifiutato è per insufficienza reddituale.

Le nuove norme a tutela dei pensionati prevedono infatti che per quanto riguarda il prestito estinguibile mediante la cessione di una quota della pensione, i pensionati possano cedere fino a un quinto della pensione, purché al netto di tasse e rata del prestito restino a disposizione dei pensionati 460 euro mensili, ovvero l’importo pari alla pensione minima. Questa norma vale sia per pensionati INPDAP  sia pensionati INPS.

I pensionati che percepiscono un importo pari a 460 di pensione euro quindi non hanno la possibilità di richiedere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione, poiché la totalità dell’importo non può essere utilizzata per pagare la rata di un prestito.

Solo se i pensionati percepiscono più di 460 euro hanno la possibilità di richiedere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione. Saranno l’INPDAP per i pensionati pubblici e l’INPS per i pensionati privati a indicare nella “comunicazione di cedibilità” quale sia l’importo cedibile per le rate del prestito. Non in tutti i casi sarà possibile utilizzare tutto il quinto della pensione, alcuni pensionati potranno utilizzare solo una parte del quinto, in misura tale da non intaccare i 460 euro.

Poniamo il caso di un pensionato che percepisca una pensione netta di 500 euro e voglia richiedere un prestito tramite cessione del quinto della pensione. In linea teorica l’importo cedibile dovrebbe essere pari quinto della pensione, ovvero di 100 euro (500:5). Tuttavia l’importo che ne resta nella pensione in questo caso è di soli 400 euro, quindi il reale importo cedibile si abbassa a soli 40 euro.

Se l’effettivo importo cedibile risulta troppo basso, è sconsigliabile per i pensionati richiedere un prestito con cessione del quinto della pensione, anche se in linea teorica questo sia possibile. In questi casi, infatti, le spese e il tasso potrebbero essere troppo alti in proporzione alla liquidità ottenibile.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Una certezza per i pensionati: la cessione del quinto

Cessione del quinto pensionati INPDAP

Cessione del quinto pensionati INPS

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

CRIF: come funziona la banca dati CRIF?

venerdì, 9 luglio 2010

matematica 300x275 CRIF: come funziona la banca dati CRIF?CRIF è l’acronimo di Centrale Rischi Finanziari ed è una società che si occupa di raccogliere informazioni finanziarie riguardo la situazione dei prestiti erogati sia a privati sia a imprese. Le informazioni vengono raccolte all’interno di un cospicuo archivio informatico al fine di determinare il grado di rischio, ovvero di probabilità di insolvenza di coloro che richiedono i prestiti.

Normalmente la registrazione  dei dati personali in CRIF avviene per chiunque richieda un prestito, nel momento stesso in cui il prestito lo andiamo a chiedere.  Veniamo inseriti appena la richiesta di prestito viene evasa, anche se decidiamo di ritirarla o ci viene rifiutata, non solo quando iniziamo a pagare le rate o in caso di  ritardi o insolvenze. Le informazioni vengono trasmesse per via telematica a CRIF dalle banche e dalle società finanziarie che aderiscono al Sistema Eurisc (il sistema alla base della banca dati di CRIF).  

Il CRIF, quindi, non è semplicemente un archivio di “cattivi pagatori”, ovvero di coloro che hanno avuto qualche problema con il pagamento delle rate del prestito, ma è un archivio di tutti coloro che richiedono un prestito. Secondo i dati forniti da CRIF stessa più del 95% dei soggetti censiti paga regolarmente le rate del prestito. Le banche e le finanziarie consultano i dati contenuti in CRIF nel momento in cui debbano valutare una richiesta di prestito e durante il periodo di rimborso.

E la privacy? l’Autorità garante ha stabilito, a tutela del credito, che per le informazioni creditizie di tipo negativo (inadempimenti nel pagamento delle rate) non occorra il consenso al trattamento dei dati da parte del soggetto interessato.  In pratica, è possibile ottenere la cancellazione da CRIF in qualunque momento solo nel caso di prestito con paramento regolare delle rate. In questo caso, tuttavia, la cancellazione risulta controproducente perché attraverso CRIF potremo dimostrare a banche e finanziarie che siamo buoni pagatori.

Nel caso in cui abbiamo effettivamente avuto problematiche con il pagamenti delle rate del prestito, dovremo invece attendere i tempi prestabiliti da CRIF per essere cancellati. La segnalazione a CRIF come cattivo pagatore comporta numerosi fastidi nel momento in cui si vada a chiedere un ulteriore prestito. Le banche e le finanziare ci negheranno facilmente l’accesso al prestito o nel migliore dei casi, per concedercelo, ci chiederanno delle garanzie personali, come la firma di un garante (a meno che non si possa chiedere la cessione del quinto .)

Secondo quanto segnalato direttamente da CRIF, i ritardi di pagamento vengono cancellati automaticamente, se sono stati sanati, con le seguenti tempistiche:

  • se abbiamo ritardato il pagamento di massimo 2 rate, verremo cancellati dopo 1 anno dalla regolarizzazione
  • se abbiamo tardato a pagare più di 2 rate, verremo cancellati dopo 2 anni dalla regolarizzazione

Nei casi in cui i ritardi non vengono sanati, invece, si viene cancellati automaticamente da CRIF solo 36 mesi dopo che avremo estinto il prestito.

Dobbiamo avvertire tuttavia che a volte la cancellazione non è così automatica. Potremmo dover sollecitare la cancellazione noi stessi, richiedendolo direttamente a CRIF o facendo la richiesta attraverso associazioni dei consumatori convenzionate.

L’unico caso in cui è possibile ottenere in qualunque momento la cancellazione da CRIF di un ritardo di pagamento è il caso in cui qualcuno abbia ottenuto indebitamente un finanziamento a nostro nome, ovvero in caso di truffa. In questo caso, basterà inviare la richiesta di cancellazione a CRIF allegando copia della denuncia, che ovviamente verrà verificata.

Parlando di truffe, è importante sottolineare che non è assolutamente possibile ottenere la cancellazione da CRIF a pagamento! Se qualcuno vi offre questo tipo di servizio a pagamento prima dei termini indicati sopra, sappiate che si tratta di una truffa.

Per avere informazioni sulla nostra situazione, basta fare una semplice richiesta di informazioni, compilando i moduli presenti sul sito di CRIF. In questo modo potremmo organizzarci meglio e  sapremo da quando sia possibile fare un’eventuale richiesta di cancellazione, che, ricordiamo, è assolutamente gratuita.

Ricordiamo, in fine, che CRIF non è l’unica banca dati a disposizione di banche e finanziare. Fra le più interrogate ci sono anche Experian e CTC, di cui parleremo in un altro articolo.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati

Quinta regola per ottenere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziaria

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Attenzione alle truffe

Come ottenere un prestito tramite cessione del quinto

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

mercoledì, 7 luglio 2010

Stretta di mano 214x300 Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenzaSiamo arrivati all’ultima regola per ottenere il prestito più giusto: pretendi sempre la massima trasparenza. Sembra scontato, eppure ancora oggi ci sono dei semplici accorgimenti che a volte non vengono presi in considerazione nonostante la loro importanza.

Un esempio? Il più banale è pretendere la copia cartacea del contratto prima di firmarlo. Dal 2003 chi ci eroga un prestito ha il dovere di consegnarci il contratto cartaceo in modo tale che possiamo leggerlo con calma prima della firma. Questa modalità d’azione preserva noi da spiacevoli sorprese ed è una prova dell’onestà del nostro interlocutore. Pretendere di leggere il contratto prima di firmarlo è una modo efficace per dimostrare che non siamo degli sprovveduti e offre l’occasione a chi eroga il prestito di dimostrare la propria trasparenza. Inoltre, ci preserva in larga parte da eventuali truffe.

Abbiamo trattato dell’importanza di spendere del tempo per trovare la giusta consulenza (regola tre), ora dobbiamo testarla. Il modo migliore per verificare se le informazioni ricevute corrispondono effettivamente alle condizioni di prestito che ci verranno date è leggerle direttamente. Se poi dovessimo avere difficoltà a capire il significato delle voci che troveremo, avremo un’ulteriore preziosa occasione: quella di testare la vera disponibilità oltre alla trasparenza del nostro consulente. Un bravo consulente, infatti, sarà disponibile a spiegarci eventuali condizioni o voci che possono non esserci chiare e, da non trascurare, ci informerà sui nostri diritti.

Se incontriamo resistenze da parte del consulente a farci avere la copia cartacea del contratto di prestito o troviamo vaghe le risposte che vengono date alle nostre domande, stiamo attenti: una volta firmato il contratto potrebbe essere troppo tardi per avere ripensamenti e lo è sicuamente per recriminare. Non mettiamoci mai nella condizione di poter dire “non lo sapevo” o “non mi era stato detto”. In sede legale, valgono le condizioni che abbiamo firmato, non quelle che pensavamo di avere firmato.

Sul contratto dobbiamo trovare scritto, nero su bianco, esattamente ciò che ci è stato indicato. Qualsiasi discrepanza va chiarita prima di firmare. Teniamo presente che sul contratto vanno segnalati tutti gli oneri e tutte le condizioni contrattuali, dai tassi di interesse a aventuali more. Qualsiasi spesa non specificata o qualsiasi condizione non scritta è da ritenersi nulla.

Non trascuriamo nemmeno di richiedere informazioni chiare e trasparenti riguardo alle polizze che sottoscriviamo con il prestito.(seconda regola) Se il nostro interlocutore non è preparato potrebbe tralasciare o trascurare il discorso delle polizze, lasciando pericolosi margini di incomprensione fra noi e la consulenza. Assicuriamoci sempre di aver compreso quali siano le reali condizioni assicurative e se abbiamo difficoltà a orientarci chiediamo che ci vengano fatti esempi pratici. Non chiarire le condizioni delle polizze, può portare anche a grossi problemi se ci convinciamo di avere comperture assicurative che magari invece non abbiamo.

Un’ulteriore banco di prova per la nostra consulenza sarà data dalla sua disponibilità a informarci sui nostri diritti. Se siamo stati accorti prima di firmare il prestito, ma ci siamo scontrati ugualmente con alcune problematiche, potremo rivolgerci infatti all’Arbitro Bancario Finanziario[link a modulo]. Sarà il nostro stesso consulente a metterci a disposizione i moduli per rivolgersi all’arbitrato, come conferma della sua onestà e trasparenza!

Con questo si chiudono le sei regole o accorgimenti fondamentali per ottenere il prestito più giusto alle nostre esigenze.

Ci auguriamo di esservi stati utili nell’orientarvi meglio nel mondo del prestito e che questi articoli siano stati una buona lettura! Per qualsiasi approfondimento o dubbio, scriveteci sul blog, vi risponderemo al più presto!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Prima regola per il prestito giusto: valutare le reali esigenze

Seconda regola per avere il prestito giusto: confronta le offerte

Terza regola per avere il prestito giusto: trova la consulenza più adatta verificandone l’attendibilità

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

Quinta regola per avere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziaria

Attenzione alle truffe

Quinta regola per ottenere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziaria

martedì, 6 luglio 2010

economic solvency  300x134 Quinta regola per ottenere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziariaLa quinta regola delle sei regole per ottenere il finanziamento giusto è quella forse più personale. Riguarda infatti quella che viene chiamata “solvibilità”, ovvero la reale capacità di sostenere le rate del prestito
Come abbiamo già accennato nell’articolo riguardante la prima regola, quando andiamo a chiedere un prestito, gli enti finanziari analizzano approfonditamente la nostra situazione economica , sia presente sia passata. Le banche o finanziarie hanno accesso a una serie di strumenti, primo fra tutti la banca dati del Crif (Centrale Rischi Finanziari), che permettono loro di conoscere esattamente la nostra storia finanziaria.

Se siamo stati segnalati a questa banca dati perché abbiamo tardato a pagare una rata o, in un caso più grave, perché non siamo stati in grado di ripagare per intero un prestito, ogni ente finanziario a cui andremo a chiedere prestiti in futuro potrebbe negarci il prestito dopo aver accertato che storicamente abbiamo avuto problemi. A questo punto, l’unico prestito che potremmo chiedere è la cessione del quinto, che però è riservato a chi ha un impiego a tempo indeterminato o è pensionato.

Per evitare questi fastidi, prima di chiedere un prestito è bene farsi un vero e proprio piano d’azione per il futuro. Se abbiamo in programma degli acquisti o pensiamo che potremmo sostenere delle spese impreviste non teniamolo nascosto al nostro consulente per riuscire a ottenere un prestito più alto. Il prezzo da pagare nel caso poi non riuscissimo più a pagare le rate è veramente alto. Un solo minimo ritardo nel pagamento di una rata può costarci la segnalazione al Crif e finire nel database come cattivo pagatore può costarci caro nel momento in cui ci trovassimo nella condizione di dover chiedere un altro prestito, magari in una situazione di urgenza. La cancellazione da questa banca dati, infatti, non sempre è automatica ed può risultare anche parecchio macchinosa.

Il comportamento migliore da tenere nel momento in cui andremo a richiedere un prestito è quello di essere corretti nell’indicare la nostra reale capacità economica. Se abbiamo scelto bene la nostra consulenza (regola numero quattro), troveremo insieme al nostro interlocutore quali sono le condizioni di prestito che ci permettono di dormire sonni tranquilli. Facciamo un esempio limite. Ammettendo di avere a disposizione uno stipendio di mille euro, è inutile cercare di ottenere una rata di 500 euro per estinguere al più presto il prestito, se sappiamo già che avremo bisogno di 600 euro al mese per mandare avanti il bilancio familiare o se abbiamo in programma di cambiare i mobili della casa.

Facciamoci un piccolo prospetto a mostrare al nostro consulente prima di richiedere il prestito. Un bravo consulente ci saprà consigliare quali soluzioni si adatteranno meglio alle nostre esigenze , aiutandoci a raggiungere i nostri obiettivi nei tempi che più si adattano alle nostre possibilità.

In questo modo saremo più tranquilli, non avremo problemi a pagare le rate e ci eviteremo molti fastidi inutili nel futuro!

Nell’ultimo articolo parleremo di trasparenza, con alcuni consigli per evitare di incorrere in ulteriori problematiche facilmente evitabili!

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Prima regola per il prestito giusto: valutare le reali esigenze

Seconda regola per avere il prestito giusto: confronta le offerte

Terza regola per avere il prestito giusto: trova la consulenza più adatta verificandone l’attendibilità

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Come ottenere un prestito tramite cessione del quinto

Seconda regola per avere il prestito giusto: confronta le offerte di prestito

giovedì, 1 luglio 2010

compare loan 300x271 Seconda regola per avere il prestito giusto: confronta le offerte di prestitoAbbiamo visto nella prima regola quanto sia importante analizzare le nostre esigenze e capire quali siano le nostre reali necessità e possibilità.

Vediamo ora, senza bisogno di diventare degli agenti finanziari, cos’è indispensabile sapere per districarci meglio quando andiamo a confrontare le offerte di prestito che ci vengono presentate. Anche se ci avvaliamo di una consulenza (regola numero tre), è bene conoscere almeno quegli elementi di base che ci permettano di confrontare i prestiti in maniera consapevole.

Due dati che troveremo per ogni offerta sono i famosi TAN e TAEG. Nonostante se ne parli per ogni prodotto finanziario, è opportuno essere sicuri di aver compreso a cosa si riferiscono, cosa comprendono e a cosa servono.

Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) o ISC (indicatore di costo), espresso in percentuale, è il dato più completo, poiché comprende, oltre agli interessi, anche le spese accessorie. Come esplicitato da Banca d’Italia, nel TAEG sono incluse:

  • spese d’istruttoria;
  • spese di revisione del finanziamento;
  • spese d’apertura e chiusura della pratica di credito;
  • spese di riscossione dei rimborsi e d’incasso delle rate (se previste contrattualmente);
  • spese di assicurazione o garanzia obbligatorie, intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito;
  • eventuale costo dell’attività di mediazione
  • ogni altra spesa, contrattualmente prevista, connessa con l’operazione di finanziamento.

E’ fondamentale, quindi, avere questo dato per fare dei confronti e per capire quanto effettivamente andremo a spendere. Tuttavia, è necessario fare molta attenzione: la normativa consente alcuni spazi di discrezionalità e, ad esempio, alcune spese assicurative, se facoltative, possono essere escluse dal calcolo del TAEG. Inutile dire che questi margini potrebbero essere utilizzati in maniera non del tutto trasparente, quindi informiamoci sempre su cosa è effettivamente compreso nel prestito e pretendiamo che il TAEG ci venga fornito (regola numero sei).

Il secondo indicatore che potremmo (e dovremmo) trovare nella proposta di prestito è il TAN (tasso annuo nominale) che espresso in percentuale rappresenta il tasso d’interesse da corrispondere annualmente e indica solamente gli interessi da restituire. A questo punto, è facile capire perché questo elemento non basti da solo a fare un effettivo confronto fra i prestiti, oltre a non dirci quanto spenderemo in totale. Il TAN non ci restituisce tutti i costi che avremo.

Un altro dato fattore da considerare sono le polizze assicurative e le garanzie richieste per ottenere il prestito. Teniamo presente, ad esempio, che il prestito personale , differentemente dal mutuo, non ha obbligo di garanzie quali pegno o ipoteca, motivo per il quale banche o enti finanziari chiedono di norma garanzie personali (in sostanza, qualcuno che si impegni a saldare in caso di nostra difficoltà). Questo accade soprattutto in caso di contratti di lavoro a tempo determinato, autonomo o di importi elevati. Discorso diverso in caso di cessione del quinto dove la garanzia per il creditore è rappresentata dal TFR, dalla stupila obbligatoria di una polizza vita e, per i lavoratori a tempo indeterminato, polizza rischio impiego (che copre in caso di licenziamento per ingiusta causa o fallimento dell’azienda).

Come abbiamo visto, esistono veramente molte forme di garanzia e altrettante polizze che possono essere sottoscritte. Nel momento in cui mettiamo a confronto le offerte di prestito, quindi, oltre a TAEG E TAN, non dimentichiamoci di considerare quali garanzie vengono richieste, quali polizze ci vengono richieste e soprattutto quali polizze potremmo effettivamente stipulare per tutelarci!

Un’ultima importante valutazione, che ormai siamo abituati a fare quando acquistiamo beni e servizi, ma che troppo spesso non facciamo quando si tratta di un prestito è soppesare il servizio.

Anche per il prestito avvalersi di una buona consulenza che ci offra assistenza e affidabilità è fondamentale. Proprio di questo parleremo nel prossimo articolo, dedicato alla terza regola: trova la consulenza più adatta a te verificandone l’attendibilità.
Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

Articoli correlati:

Sei regole d’oro per avere il prestito giusto

Prima regola per il prestito giusto: valutare le reali esigenze

Terza regola per avere il prestito giusto: trova la consulenza più adatta verificandone l’attendibilità

Quarta regola per avere il prestito giusto: scegli il tipo di prestito più adatto

Quinta regola per avere il prestito giusto: valuta bene la tua situazione finanziaria

Sesta regola per ottenere il prestito giusto: pretendi sempre la massima trasparenza

Come ottenere un prestito tramite cessione del quinto

Tipi di prestito: facciamo ordine

Hosted and designed by Guest