Lo scorso giugno è stato firmato un accordo storico tra INPS e tutte le organizzazioni sindacali di pensionati CGIL, CISL e UIL: si tratta di un protocollo di intesa che mira a costruire un rapporto solido e di scambio tra amministrazioni e cittadini, in questo caso pensionati. L’accordo sottoscritto dal presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua e dai rappresentati delle categorie sindacali prevede incontri a livello locale e centrale con cadenza periodica, in modo da affrontare le problematiche specifiche nel minor tempo possibile, lasciando spazio anche a un confronto aperto e costruttivo.
Lo scopo delle parti è quello di favorire una maggiore comunicazione, dunque una più facile comprensione delle questioni spinose che riguardano la categoria dei pensionati. Ma se un pensionato ha bisogno di un prestito e non ha garanzie a chi si può rivolgere?
Nella società di oggi accendere un mutuo o un finanziamento è una prerogativa di pochi: servono beni da ipotecare, un conto corposo, una serie di tutele insomma che gli istituti creditizi ritengono indispensabili ai fini dell’esito positivo della richiesta. In questo senso gli istituti come il nostro hanno una marcia in più, perché non chiedono niente di tutto questo, rendendo così accessibile anche a chi non ha beni intestati o un cospicuo conto in banca l’accesso a un finanziamento.
La categoria dei pensionati INPS è tra quelle che possono trovare delle difficoltà ad avere prestiti, specialmente se si è superato i 70 anni, soglia al di là della quale non vengono più erogati finanziamenti agevolati. Attraverso la cessione del quinto però, il limite dell’età non è più un vincolo e i pensionati possono ottenere un prestito in modo facile e veloce. Questo tipo di prestito è stato istituito con la Legge Finanziaria del 2005 proprio per arginare il carovita e rendere la quotidianità anche dei pensionati meno gravosa.
La cessione del quinto prevede finanziamenti la cui rata mensile ammonta fino a un massimo della quinta parte della pensione e può essere dilazionato dai 24 ai 120 mesi, in base alle esigenze soggettive e all’importo richiesto.
Va ricordato inoltre che questo tipo di prestito non è finalizzato, ovvero non si richiede la destinazione dell’importo erogato che quindi può essere destinato all’acquisto di un bene o di un servizio oppure al risparmio, senza nessun tipo di differenza ai fini dell’approvazione del prestito stesso.
I richiedenti devono avere come requisito fondamentale l’assegnazione di una pensione di anzianità o di reversibilità e in alcuni casi specifici anche di inabilità (categoria IO).
Questo genere di finanziamento include altri due importanti vantaggi per chi lo richiede: il primo riguarda l’affidabilità creditizia del richiedente che non pesa sull’approvazione del prestito. Il secondo vantaggio, e forse uno dei più incisivi, consiste nel non avere l’onere mensile del pagamento: infatti a farsene carico è l’ente previdenziale, l’INPS in questo caso, che trattiene dalla pensione la quota concordata, permettendo anche tassi più agevolati rispetto a quelli dei normali prestiti personali.
Insomma la cessione del quinto è un’ottima risorsa per i pensionati anche sopra i 70 anni che vogliano rendere più agevole la loro quotidianità dopo una vita di lavoro e sacrifici.
Valentina Stipa
Staff PrestitoaStatali.it
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