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Cancellazione banca dati per nuovi prestiti

lunedì, 6 settembre 2010

libronero 220x300 Cancellazione banca dati per nuovi prestitiUna domanda frequente che viene fatta da chi si accinge a richiedere nuovi prestiti è quella di poter essere cancellati dalla banca dati dei cattivi pagatori.

Occorre ricordare che la banca dati dei cattivi pagatori non è unica, ma esistono diversi sistemi informativi a disposizione degli enti finanziatori che registrano le richieste e le operazioni finanziarie, come i prestiti, effettuate dai clienti.

Queste banche dati, che altro non sono se non dei registri informatizzati, non contengono solo i nominativi di coloro che hanno avuto problemi creditizi, come ritardi nei pagamenti delle rate di prestiti o protesti di assegni, ma anche quelli di coloro che hanno pagato regolarmente i loro prestiti.

Quando si richiedono prestiti, le finanziarie e le banche interrogano queste banche dati per avere informazioni sul richiedente del prestito e sul suo storico come pagatore: “buono” nel caso di pagamenti regolari, “cattivo” nel caso fossero segnalate a suo carico delle insolvenze. Essere stati segnalati a queste banche dati come cattivi pagatori causa l’esclusione dall’accesso a successivi prestiti, finché non se ne viene cancellati.

Le banche dati più famose sono indubbiamente CRI F  e il registro dei protesti. Nella prima vengono registrate tutte le operazioni finanziarie relative ai prestiti, dalla richiesta, alle insolvenze, ai pagamenti regolari. Nel registro dei protesti vengono invece segnalate le insolvenze relative ai pagamenti tramite assegno.

Ogni banca dati ha diverse regole per quanto riguarda la cancellazione.

Nel caso di CRIF, i ritardi di pagamento delle rate di prestiti, una volta sanati, in linea teorica vengono cancellati in maniera automatica. I dati relativi ai ritardi devono restare nella banca dati per un anno dalla regolarizzazione in caso di ritardo per massimo 2 rate, per due anni in caso di più di 2 rate, e per almeno 36 mesi nel caso di maggiori ritardi. Nel caso la cancellazione non avvenisse in maniera automatica, è possibile richiederla direttamente a CRIF, ma solo una volta che sia trascorso il periodo relativo al ritardo nel pagamento dei prestiti. Non è possibile in nessun caso essere cancellati da CRIF prima che sia trascorso il periodo previsto dalla regolamentazione. Chi promette di potervi cancellare da CRIF prima del tempo, previo pagamento, sta cercando di truffarvi.

Il registro dei protesti funziona in maniera analoga. Per essere cancellati da questa banca dati, occorre innanzitutto sanare il pagamento dell’assegno oggetto di protesto e attendere un anno. Trascorso l’anno, è possibile richiedere la riabilitazione come pagatore al presidente del tribunale competente e successivamente inoltrare la richiesta  di cancellazione al Presidente della Camera di Commercio. Alla richiesta andrà allegata tutta la documentazione, dall’atto di protesto, alla ricevuta di pagamento e provvedimento di riabilitazione.

Essere stati inseriti come cattivi pagatori in queste banche dati non è qualcosa di irrimediabile, ma è sicuramente seccante e può diventare un problema se si ha urgenza di ottenere nuovi prestiti. Per evitare di essere segnalati, è necessario fare un’accurata analisi della propria situazione finanziaria  prima di richiedere nuovi prestiti: meglio ancora se per farlo, ci si fa aiutare da consulenti esperti che sappiano consigliare in maniera trasparente e professionale la soluzione migliore per ottenere prestiti giusti e adeguati alle proprie esigenze.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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Prestiti a protestati

Prestiti a protestati

martedì, 20 luglio 2010

problem3 Prestiti a protestatiColoro che vengono protestati conoscono bene le difficoltà che si incontrano nel momento in cui ci sia la necessità di richiedere ulteriori prestiti.

Come nel caso di segnalazioni al CRIF, infatti, anche per i protestati esiste un registro informatico, che viene gestito dalle Camere di Comercio. In tale registro vengono inseriti i nominativi di coloro che ritardano o non pagano assegni o cambiali, i protestati appunto.

I protestati, per evidenti ragioni, vengono considerati cattivi pagatori e diviene loro quasi impossibile ottenere prestiti. Quando l’ente finanziatore effettua le verifiche sull’affidabilità finanziaria dei protestati, procede sicuramente al rifiuto dei prestiti.

Come fare se si è protestati e si vuole richiedere un prestito?

Sono solo due le strade praticabili per i lavoratori dipendenti e pensionati, solo una per i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti, soprattutto i dipendenti statali, dipendenti pubblici e i pensionati, possono ricorrere a un preziosissimo aiuto: i prestiti tramite cessione del quinto. I prestiti tramite cessione del quinto possono essere richiesti anche se si è stati protestati o segnalati al CRIF grazie al meccanismo con cui viene erogato. Le rate per la restituzione dei prestiti infatti vengono rimborsate direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, garantendo così all’ente finanziatore il pagamento delle stesse. Per questo motivo, l’ente finanziario non ha necessità di reperire informazioni sulla solvibilità del richiedente.

I prestiti tramite cessione del quinto sono quindi l’unica possibilità di finanziamento per i protestati.

L’unica alternativa, che è anche l’unica per i lavoratori automoni, è quella di riacquistare credibilità creditizia. In questo caso, bisogna regolarizzare la propria posizione di protestati, richiedendo la cancellazione dal Registro Informatico dei Protestati. Tuttavia, questa operazione è possibile solo dopo un anno dal pagamento della somma che ha causato l’inserimento nel Registro dei Protestati.

Se per i lavoratori autonomi la cancellazione dal registro dei protestati resta l’unica alternativa, per i lavoratori dipendenti resta dunque più agevole richiedere prestiti tramite cessione del quinto, che sono indubbiamente più veloci rispetto alla cancellazione e vanno incontro meglio alle esigenze creditizie.

Claudio Arn
Co Fondatore di PrestitoaStatali.it

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PRESTITO CON CESSIONE DEL QUINTO ANCHE A CATTIVI PAGATORI

lunedì, 11 maggio 2009

PRESTITOPROTESTATILe persone che hanno avuto problemi di tipo finanziario relativi ai finanziamenti, spesso non trovano più la possibilità di poter accedere al credito tradizionale delle banche .Si ritrovano cosi in situazioni economiche ancora più difficili.
Il problema si pone soprattutto nel caso in cui il cosi detto “cattivo pagatore” è, per circostanze esterne alla propria volontà, ormai stato “classificato” in tal modo, non riuscendo più a chiedere prestiti ………. (continua a leggere)

Claudio Arn. Co-Fondatore di PrestitoaStatali.it

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